Salta al contenuto principale

Nave dei veleni, Loiero: Berlusconi in Calabria

Basilicata

Il presidente della Giunta regionale è categorico: il tema dei rifiuti radioattivi deve essere seguito direttamente dal presidente del Consiglio dei ministri

Tempo di lettura: 
2 minuti 28 secondi

«Pretendiamo che il Governo nazionale, nella figura del suo presidente, si occupi in prima persona del problema dei rifiuti nocivi in Calabria, così come è già successo per i fatti dell’Abruzzo e della Sicilia». Il presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, è categorico: il tema dei rifiuti radioattivi sepolti nella terra calabrese o in mare deve essere seguito direttamente dal presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi. Una presa di posizione netta, assunta dal governatore calabrese nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Catanzaro. E rispetto alla visita del sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia, in programma per mercoledì in Calabria, Loiero è altrettanto categorico: «L'attenzione del Governo sembra insufficiente, con tutto il rispetto per il sottosegretario». Il presidente è chiaro nell’evidenziare che «questa è una condizione assolutamente inedita, perchè non ci si è mai trovati a difenderci da navi affondate contenenti scorie nocive, se così è. Il Governo dovrebbe iniziare un percorso sperimentale, perchè chissà a quanti potrebbe appartenere questo problema». Loiero ha ripercorso le attività portate avanti dalla Regione per affrontare questo problema, a partire dal finanziamento delle attività gestite dall’Arpacal che hanno permesso di individuare il relitto al largo di Cetraro. Per questo, il presidente della Regione ha evidenziato di avere inviato lo scorso 16 settembre una lettera al presidente Berlusconi e per conoscenza al presidente della Repubblica, Napolitano, per chiedere «la predisposizione e l'attuazione di un piano nazionale per l’individuazione, la ricognizione, la caratterizzazione e la bonifica dei siti marini e terrestri, d’intesa con la Regione». Alla lettera era stata allegata la delibera della Giunta municipale del 14 settembre, nella quale veniva evidenziata la necessità di riconoscere lo stato di emergenza. «Ma lo stato di emergenza - ha sottolineato il governatore - che può riconoscere il governo nazionale deve essere basato su dati certi, e fino a quando questo non avverrà, ad esempio con il recupero di un fusto contenente scorie, non è possibile dichiararlo». Loiero è certo delle corrette iniziative portate avanti in questo settore dal suo esecutivo. «Abbiamo avuto limiti in questi cinque anni - ha affermato - ma su questo problema che ci è scoppiato tra le mani siamo stati assoluti protagonisti». E se da questo punto di vista Loiero è soddisfatto, il presidente si dice preoccupato per i risvolti che potrebbero esserci rispetto alla possibile presenza dei rifiuti radioattivi sotto terra o in mare: «Il mormorio c'era da alcuni anni - ha dichiarato - e negli ultimi tempi era diventato più intenso. Noi abbiamo fatto una scelta dolorosa, sapendo dei possibili risvolti negativi anche sul turismo, ma ci siamo preoccupati della salute dei cittadini e non abbiamo pensato all’effetto che farà. La nuova amministrazione si preoccuperà di come affrontare questo problema». L’appello, forte e deciso, al presidente Berlusconi è stato lanciato. Loiero non ha dubbi: «Il presidente venga in Calabria, altrimenti ci sentiamo abbandonati. Qualunque cosa faccia il Governo noi vogliamo esserci dentro, anche se ci sarà la nomina di un commissario non può non essere coadiuvato dalla Regione».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?