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Vallettopoli: slitta al 20 gennaio la decisione su Corona

Basilicata

Il gup Barrella dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata qualche mese fa da Woodcock

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POTENZA - Il 20 gennaio prossimo il gup di Potenza, Luigi Barrella, dovrebbe decidere sulle eccezioni di incompetenza territoriale e sulle richieste di rinvio a giudizio del pm Henry John Woodcock (trasferito a Napoli lo scorso settembre), per 14 persone, nell’ambito della cosiddetta “Inchiesta vip» su presunti ricatti ai personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport che, a marzo del 2007, portò all’arresto del fotografo Fabrizio Corona. È quanto è emerso nel corso dell’udienza che si è svolta stamani, a Potenza. Il rinvio a giudizio è stato chiesto da Woodcock a ottobre del 2008: a Corona e ad alcuni suoi collaboratori l’accusa contesta, tra l’altro, il reato di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, mentre una parte dell’inchiesta è stata trasferita ad altre sedi per competenza territoriale.
Nel frattempo, l'onorevole Salvatore Margiotta ricorda che comincerà «nei prossimi giorni alla Camera la discussione della mozione bipartisan Realacci-Granata, sottoscritta da numerosi deputati sia di maggioranza che di opposizione, relativa al ritrovamento di un relitto, probabilmente la nave Cunsky, al largo di Cetraro (Cosenza)». Margiotta, vicepresidente della commissione Ambiente della Camera(Pd), sottolineando che «la mozione impegna, tra l’altro, il Governo ad assumere azioni serie nel coordinare una task force che tenga insieme tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella vicenda». Per il parlamentare, «particolare valenza il tema acquista in Basilicata: è urgente che si faccia piena luce sulla esistenza e sulla essenza dello stesso, per fugare, ci auguriamo, dubbi sulla possibile presenza di rifiuti tossici o radioattivi o per mettere rapidamente e totalmente in sicurezza un’area di straordinaria valenza naturale e paesaggistica del Mezzogiorno. La Basilicata, indicata più volte in varie indagini come ricettore finale di rifiuti tossici o radioattivi, nelle montagne interne, in particolare calanchive, ed oggi anche nei fondali marini tirrenico ed jonico, sembra essere stata crocevia di attività internazionali illecite connesse al traffico delle scorie: bisogna che si faccia luce al più presto su tutti gli aspetti della vicenda». Vigileremo, attraverso tutti gli strumenti parlamentari a disposizione, affinchè – ha concluso – il Governo, da parte sua, sia efficace ed adempiente e superi lo stato attuale di stasi e timidezza».

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