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La Panasonic non va ai cinesi

Basilicata

La Hong Kong Taihe Non ha formalizzato la proposta di acquisto dello stabilimento

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di MARGHERITA AGATA
Panasonic non passerà ai cinesi. La manifestazione di interesse per l'acquisto dello stabilimento di Pisticci Scalo della “Hong Kong Taihe International Ltd”, un'azienda metalmeccanica del settore automobilistico, svanita nel nulla. La società del Sol levante, che pure aveva effettuato nei mesi scorsi un sopralluogo tecnico dell'azienda in cessione e sottoscritto un’intesa preliminare alla Regione, non ha più formalizzato l’offerta entro il termine previsto del 30 settembre. Ma i presupposti per chiedere al Ministero del Lavoro il prolungamento di dodici mesi della cassa integrazione straordinaria non sono venuti meno. Sì, perchè l’assessore alle Attività produttive Gennaro Straziuso ha confermato la volontà della Regione di agevolare la riconversione dello stabilimento Panasonic, attraverso il nuovo bando per la reindustrializzazione che allarga anche ad altri settori la possibilità di rilevare i siti dismessi. Un impegno sufficiente a garantire il rinnovo da parte del Ministero del Lavoro della Cigs ai 78 dipendenti della Panasonic finiti in cassa integrazione a “zero ore”, a causa della cessazione di attività dell'azienda multinazionale nel campo dell'elettronica. L’incontro per la sottoscrizione dell’accordo è stato già richiesto ieri, al termine della verifica sulla situazione aziendale effettuata alla Regione, dall’assessore Straziuso, con l’amministratore dell’azienda Tarantini, i rappresentanti di Confindustria e del sindacato dei chimici Girasole, Laviero e Quaratino. Pienamente rispettati gli accordi, invece, per quanto riguarda le sei unità collocate in mobilità. La multinazionale ha già realizzato quanto concordato per consentire ai lavoratori interessati l’accompagnamento alla pensione e la ricollocazione entro fine anno per due unità sottoposte a percorso di riqualificazione professionale. «Il prossimo passo adesso - ha detto Maurizio Girasole (Filcem Cgil) - è la proroga della Cigs al Ministero, che ci auguriamo avvenga in tempi stretti. La fine dell’anno è alle porte e i licenziamenti anche. Certo l’impegno della Regione a presentare il Piano di gestione degli esuberi e la sua rimodulazione temporale ci mette al riparo da brutte sorprese». Soddisfatto dell’esito della verifica anche il segretario provinciale della Uilcem Francesco Laviero. «Ci sono tutti i presupposti per un altro anno di Cigs - ha dichiarato- Confidiamo che i nuovi strumenti di reindustrializzazione possano, nel frattempo portare una soluzione alternativa ai cinesi». Ottimista anche Carlo Quaratino della Femca Cisl. «Il disimpegno dei cinesi - ha commentato- non è detto sia un male. La vicenda Sinoro ci ha insegnato a diffidare circa l’affidabilità di certi investitori. Migliori opportunità potrebbero provenire dal nuovo bando regionale».

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