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Aeroporto di Lamezia, il Comune chiede l'azzeramento del Cda

Basilicata

L'intero consiglio di amministrazione della Sacal, società di gestione dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, deve dimettersi: lo chiede il consiglio comunale

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L'intero consiglio di amministrazione della Sacal, società di gestione dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, deve dimettersi: lo chiede il consiglio comunale di Lamezia Terme che ha approvato questa mattina un ordine del giorno nel quale si evidenzia come il Cda della Sacal debba essere azzerato per poi provvedere a un nuovo assetto societario e far si che il Comune di Lamezia, maggiore azionista, possa rivendicare la presidenza della società. L’ordine del giorno, presentato dal sindaco Gianni Speranza, in precedenza rivendicava la nomina del rappresentante del Comune alla vice presidenza della Sacal, ma il capogruppo dell’opposizione Mario Magno ha evidenziato come al Comune lametino spetti la presidenza, così come è stato in passato. Da qui l’emendamento all’ordine del giorno del sindaco, che è stato votato a maggioranza e quindi approvato dal Consiglio comunale, nel quale si chiede l'azzeramento del Cda e il riassetto delle cariche all’interno del consiglio di amministrazione. Il consiglio comunale lametino ha inoltre approvato un altro ordine del giorno, presentato dal consigliere Scicchitano, e relativo all’Ufficio informazione e accoglienza turistica sfrattato dalla Sacal in quanto la Regione non ha pagato il fitto. In particolare, il consiglio comunale «nel rilevare la presa di posizione unilaterale e inopportuna della Sacal che con il suo operato mette in pericolo il posto di lavoro di 10 unità lavorative nonchè l’operatività dello sportello Iat di Lamezia, impegna il sindaco ad attivarsi immediatamente presso la Sacal chiedendo la riapertura immediata dello sportello e nel contempo intraprendere tutte le opportune iniziative di tipo concertativi al fine di definire la problematica relativa alla regolamentazione contrattuale». La Regione Calabria ogni anno, a partire dal 2005, destinava una quota per lo sportello Iat di Lamezia pari a 35mila euro, 15mila euro dei quali venivano trattenuti per i costi relativi al contratto di locazione del box di proprietà della Sacal, dove era ospitato lo sportello turistico. «In occasione del trasferimento delle deleghe dalla Regione alla Provincia di Catanzaro – è spiegato nel'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale – ci si è accorti che il box informativo dove è collocato lo sportello Iat era privo di formale contratto di locazione. Dopo vari incontri improduttivi la Sacal unilateralmente ha deciso di interrompere la concertazione e ha provveduto al cambio del cilindro della serratiura del box informativo, impedendo di fatto l’attività lavorativa dei dipendenti dello Iat senza alcun preavviso».

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