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Asili nido, grande confusione

Basilicata

Per i sindacati il Comune deve 800.000 euro alle cooperative

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«FERMATE quel bando». E' l'appello di genitori e organizzazioni sindacali contro il bando di gara che il Comune di Potenza ha indetto per l'affidamento della gestione dei cinque asili nido del capoluogo di regione. Il termine per la ricezione delle offerte è scaduto nella giornata di ieri e «l'appalto - si legge nel bando - ha durata di 5 anni, presumibilmente dal 1 gennaio 2010».
Al momento le cooperative che gestiscono questo servizio sono due, ovvero “La Giostra” per i nidi di via Ionio, Poggio Tre Galli, via delle Acacie e via Perugia e “Il Melograno” per il nido di via Nitti. Quello che viene contestato non è il contenuto del bando, ma i tempi. «Se il bando farà il suo corso - commentano i genitori - ci sarà una interruzione dell'anno educativo a gennaio, con gravi danni per i bambini, i quali, con molta probabilità, si troveranno di fronte un cambiamento assolutamente ingiustificato ed inopportuno. Il problema più grande è che insieme ai gestori cambieranno gli educatori. E' questa l'attenzione che il Comune di Potenza riserva ai bambini? Quale motivo burocratico può giustificare un danno così grave alla qualità del servizio e alla salute psicologica dei bambini? I bandi di gara si fanno al momento opportuno. Fate pure i bandi di gara, ma fateli con criteri temporali improntati alla saggezza e alla tutela dei bambini. Non vogliamo cambiamenti e interruzioni fino alla chiusura dell'anno educativo».
Dal canto loro, i sindacati contestano altre questioni. I responsabili di Fp Cgil, Cisl Fps e Uil Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale degli asili nido del Comune di Potenza, contestando il fatto che «il nuovo bando introduce improprie certificazioni di qualità in capo agli enti consortili e non alle cooperative sociali deputate a gestire materialmente il servizio». «A questo - continuano i sindacati - si aggiungono le pesanti condizioni in cui versano i lavoratori dipendenti della cooperativa “La giostra”, senza stipendio, costretti a subire il ricatto dei datori di lavoro che scaricano sui lavoratori le proprie difficoltà economiche. Difficoltà che, nel caso di specie, sono la sicura conseguenza della scarsa capacità economica del sistema della cooperazione sociale e delle ataviche responsabilità dell'Amministrazione comunale, che continua a non tenere nella dovuta considerazione il valore dei servizi sociali, non pagando le rette alle cooperative che gestiscono importanti attività sociali».
Michele Sannazzaro, responsabile terzo settore della Fp Cgil di Potenza parla di «circa 800 mila euro di fatture non pagate alle cooperative che gestiscono i servizi sociali. In particolare, “La Giostra” vanta un credito di 300 mila euro (di cui, al momento, sono stati versati alla cooperativa soltanto 4.500 euro), perché il Comune non paga le rette dal mese di febbraio. Il settore dei servizi sociali dovrebbe costituire il punto di forza delle amministrazioni pubbliche locali, anche alla luce degli effetti devastanti che la crisi sta producendo sulle famiglie. Non permettere alle cooperative sociali di pagare gli stipendi ai dipendenti è un atto di pura violenza nei confronti della società».
Anna Maria Calabrese

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