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Uomo tenta il suicidio a Bernalda, lo salva un poliziotto

Basilicata

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BERNALDA - E’ accaduto giovedì pomeriggio a Bernalda, ma la notizia è stata resa nota solo ieri. Un uomo ha tentato il suicidio, ma si è salvato grazie all'intervento provvidenziale di un poliziotto che abita nello stesso stabile dov'è accaduto il fatto.
Alle 17 circa, l'assistente capo in servizio alla Questura di Matera ha sentito delle grida di aiuto. Si è affacciato alla finestra di casa e si è accorto che la voce che invocava soccorso proveniva dal primo piano dell'edificio.
Sceso immediatamente al pianerottolo del primo piano, il poliziotto si è reso conto di non poter accedere nei locali dell'ufficio da dove le urla provenivano perché l'ingresso era chiuso con una porta blindata. Intanto, dall'interno c'è qualcuno che sta male ma non può aprire.
L'assistente capo non si è dato per vinto e insieme all'amministratore del condominio, anch'egli accorso, è riuscito a raggiungere una porta-finestra dell'ufficio attraverso l'appartamento attiguo, così accedendo al pozzo luce su cui entrambi si affacciano. Sollevata la tapparella, hanno intravisto un uomo seduto per terra, che si lamentava e si dibatteva in preda alla disperazione. I due hanno deciso di infrangere il vetro della porta-finestra con un paio di calci e sono riusciti a raggiungere e a soccorrere il malcapitato, che hanno risconosciuto nel vicino di casa: un uomo del luogo di mezza età, sposato. L'uomo si era tagliato le vene dei polsi ed aveva già perso molto sangue. Immediata la telefonata al 118 e nel frattempo hanno tamponato con un asciugamani il sangue, che sgorgava in particolare da una profonda ferita al polso destro.
Restano accanto all'uomo che versa in stato confusionale, preoccupandosi di mantenerlo sveglio fino al sopraggiungere dei sanitari del 118.
Sul lavandino del bagno un taglierino e un grosso paio di forbici. Sul pavimento è stata rinvenuta anche una cintura che l'uomo si era sfilata dai pantaloni evidentemente per formarne un cappio in un primo tentativo di togliersi la vita. Infatti sul collo presentava segni di sfregamento e sulla fronte una contusione provocata, si suppone, da una caduta. Su un tavolo 2 scritti rivolti ai propri familiari in cui chiedeva scusa per il proprio gesto.

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