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Vibo: morte Eva Ruscio, no a Regione parte civile

Basilicata

In precedenza era stata ammessa la costituzione di parte civile, oltre a quella dei genitori della ragazza, di Cittadinanza attiva

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Il Tribunale di Vibo Valentia, in composizione monocratica, ha rigettato la richiesta di costituzione di parte civile della Regione Calabria nel processo a carico di cinque medici imputati di omicidio colposo per la morte nel 2007 di una ragazza di 16 anni, Eva Ruscio.
La ragazza morì nell’ospedale di Vibo Valentia, dove era stata ricoverata per un ascesso pretonsillare, dopo un intervento di tracheotomia.
Il giudice Cristina De Luca ha rigettato la richiesta della Regione, su conforme richiesta del pm, Fabrizio Garofalo, sostenendo che la vicenda relativa alla morte della ragazza non ha leso l’immagine dell’ente.
La costituzione della Regione come parte civile era stata decisa dalla Giunta regionale su proposta del presidente, Agazio Loiero, che aveva preso un impegno in tal senso con tutte le famiglie vittime di casi di malasanità.
Una soltanto delle richieste di costituzione della Regione di costitursi parte civile in processi per presunti casi di malasanità è stata ammessa, quella riguardante la morte di Federica Monteleone, anche lei di 16 anni, decisione presa dallo stesso Tribunale di Vibo Valentia.
Il processo è stato aggiornato al 30 novembre prossimo, giorno in cui saranno sentiti i genitori di Eva Ruscio, Giuseppe Ruscio e Giovanna Barone.

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