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Vibo: due persone in manette per estorsione.
Praticavano un tasso d'interesse del 120%

Basilicata

Entrambi avrebbero prestato ad un autotrasportatore la somma di 100.000 euro con un tasso di interesse del 120%

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Si è costituito alla Polizia Rosario Di Masi, 45 anni, macellaio, residente a Dinami (Vv) inseguito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Palmi.
Di Masi si è presentato al commissariato della polizia di Stato di Serra San Bruno, dove è stato accompagnato agli arresti domiciliari. Antonio Zerbi, 50 anni,è invece arrestato dagli agenti del commissariato di Cittanova (Rc) . Entrambi, secondo le indagini condotte dalla procura della Repubblica di Palmi, avrebbero prestato ad un autotrasportatore la somma di 100.000 euro ad un tasso d’interesse del 120%, facendo lievitare il capitale iniziale a 500.000 euro e costringendo così al fallimento l’imprenditore con il conseguente licenziamento di 20 dipendenti.
Rosario Di Masi, il 14 settembre dell’anno scorso, mentre era alla guida di una vecchia Mercedes, fu vittima, unitamente al fratello Placido, di un agguato di stampo mafioso a colpi di lupara mentre stava percorrendo la strada che porta a San Pietro di Carità, in località «Missinissi» territorio a cavallo tra a provincia di Vibo e quella di Reggio Calabria.
Placido morì dopo qualche giorno agli ospedali Riuniti di Reggio Calabria, Rosario invece, attinto dai pallettoni ad un braccio, si salvò. Le indagini, subito avviate dal commissariato di Serra San Bruno e dalla squadra mobile di Vibo, portarono all’arresto di due esponenti della criminalità locale, legati alle cosche della Piana di Gioia Tauro.

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