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Nave dei veleni, il pentito Fonti sentito per due ore dall’antimafia

Basilicata

E' durato circa due ore e mezzo l'interrogatorio, alla Direzione nazionale antimafia, del pentito della 'Ndrangheta Francesco Fonti nell’ambito dell’inchiesta sulle navi dei veleni

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All’uscita dalla Dna i procuratori di Reggio Calabria e Catanzaro, Giuseppe Pignatone e Giuseppe Borrelli non hanno però voluto rilasciare dichiarazioni sul contenuto dell’interrogatorio del pentito della 'Ndrangheta Francesco Fonti in particolare sulla nave ritrovata a largo delle coste calabresi di Cetraro .
Fonti aveva più volte parlato di navi affondate dalle cosche malavitose nei mari italiani contenenti fusti con rifiuti tossici. In particolare Fonti aveva sostenuto di essere stato lui stesso a far affondare nel 1991 una nave contenente un carico di 120 fusti con materiale radioattivo. Il pentito aveva detto che la nave affondata nel '91 era la Cunski ma a seguito delle rivelazioni fatte sulla nave che sembrerebbe non essere la Cunski oggi i procuratori hanno ascoltato Fonti anche per una descrizione morfologica delle tre navi che lui dice di aver affondato in particolare a largo delle coste calabresi.
Il legale del pentito Claudia Conidi all’uscita della Dna ha ribadito che il suo assistito aveva raccontato tutto quello che sapeva nel suo primo interrogatorio alla Dna in merito a questa inchiesta.

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