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Proposte e opinioni sulla zona franca urbana

Basilicata

Tortorelli ha offerto al Comune di avviare un servizio di assistenza e informazione, la Cna lo vede come prezioso punto di partenza. Giudizio positivo anche dall'Api

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MATERA - La Camera di commercio di Matera si è attivata per favorire la conoscenza delle opportunità legate alla realizzazione a Matera della Zona franca urbana, che comprende un vasto comprensorio tra il quartiere San Giacomo e le zone per insediamenti produttivi e artigianali (Paip) di via La Martella e di Via Gravina.
Il presidente dell'Ente, Angelo Tortorelli, intervenuto a Roma presso il Ministero per lo sviluppo economico, ha offerto al Comune di Matera - soggetto titolare per l'attuazione della Zona Franca Urbana- la disponibilità ad attivare il servizio di informazione e di assistenza nell'avvio dei progetti e, in prospettiva, degli insediamenti produttivi.
Luci ed ombre della Zona Franca Urbana secondo Leo Montemurro, segretario regionale della Cna: «Possiamo dire di tutto e di più, ma nel frattempo lavoriamo navigando a naso o almeno sulla base delle informazioni che abbiamo. L’unica cosa fondamentale è informare correttamente le imprese per non alimentare confusione e dare indicazione utili. La Zona Franca Urbana è un barlume di speranza in una situazione come quella attuale, le associazioni di categoria e le istituzioni devono intenderla come un punt odi partenza e non di arrivo. E’ l’occasione - aggiunge - per sedersi intorno a un tavolo e provare a disegnare lo sviluppo futuro del territorio. Possiamo ripensare a un modello di sviluppo, da portare a livelli superiori fino alla Regine. Dobbiamo abbandonare i vecchi riti che concentravano grosse somme di denaro sulla grande industria auspicando l’intervento di operatori economici fuori dalla ragione per tirare fuori le castagne dal fuoco. E’ una scommessa epocale che riguarda il mondo artigiano e della piccole e media impresa.
Le criticità sono legate al numero dei beneficiari e in questo senso - aggiunge Montemurro - se non c’è un’ulteriore iniezione di fondi almeno in dote consistente, non si creerà quel volando di nuovo sviluppo, occupazione e ricchezza. Non ci aspettiamo migliaia di posti di lavoro, ma non sottovalutiamo questa opportunità». Giudizio positivo anche di Nicola Fontanarosa vicepresidente dell'Api che ricorda «la candidatura di Matera a zona franca urbana partì proprio dall'Api all'indomani della Finanziaria 2007. Ora bisogna fare i conti con l'esiguità delle risorse che potrebbero rivelarsi inadeguate».

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