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Nave Veleni, sindaco di Scalea: "chi ci ripagherà
i danni subiti?"

Basilicata

L'interrogativo posto dal primo cittadino di Scalea Mario Russo, a seguito degli esiti delle analisi effettuate sul relitto al largo di Cetraro

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"E' ora chi ci ripagherà dei danni subiti. Sarà la Regione forse?". È quanto chiede il sindaco di Scalea, Mario Russo, vice presidente del Consiglio provinciale di Cosenza dopo gli esiti delle analisi effettuate sul relitto al largo di Cetraro.
«C'è da chiedersi – aggiunge Russo – perchè il centrosinistra ha suscitato clamore, ha agitato le piazze, ha addossato responsabilità prima ancora che si conoscesse il contenuto della nave. C'è da chiedersi perchè il centrosinistra continua ad agitare fantasmi, anche alla luce delle ultime notizie, sollevando ancora dubbi e ipotizzando, chissà perchè, imbrogli o depistaggi. Non se ne può più».
A parere di Russo «se tutti avessero tenuto una condotta più seria, pensando anche ai risultati negativi che tale inutile vicenda avrebbe raggiunto, avremmo incassato meno danni per il turismo. Non c'è dubbio che a questo punto bisogna chiedere le 'ragionevolì dimissioni dell’assessore regionale Greco. La Regione potrà e dovrà risolvere la questione investendo denaro nell’alto Tirreno cosentino e favorendo tutte le strutture che operano con il turismo.
Sarà un modo per ripagare i cittadini di tanta inutile pubblicità negativa. Ci sarà bisogno di migliorare i servizi per poter offrire ai futuri turisti e ai villeggianti un senso di normalità».
«Bisognerà investire in pubblicità – prosegue il sindaco di Scalea – perchè l’ondata mediatica negativa della notizia non ne troverà mai una uguale e contraria in senso positivo. Bisognerà investire in depurazione, nel monitoraggio dei corsi d’acqua. È questo che vogliamo. Il tam-tam generato ha fatto colare a picco un’intera regione. Nessuno si è mai chiesto se davvero ci fossero gli elementi per giustificare tutto il movimento generato. Personalmente, non ho mai voluto 'manifestare' perchè ho sempre e solo ritenuto giusto che fosse necessario 'sapere la verità' prima di scendere in piazza o di agitare fantasmi ben visibili in tutta l’Europa. Sono stato con i colleghi a Roma perchè ritenevo giusto che il Governo avviasse, come ha fatto, una iniziativa concreta per conoscere la verità sul contenuto della nave.
Il lieto fine di questa storia è stato frettolosamente rivelato in poche righe, tra le notizie brevi dei giornali. E c'è ancora chi continua ad agitare i fantasmi della radioattività. Siamo preoccupati. Nella nostra regione si deve e si può cambiare».

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