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Il ponte di Picerno chiuso rallenta i lavori al nodo ospedaliero

Basilicata

Il comune è in attesa delle autorizzazioni per il trasporto delle travi speciali lungo il percorso alternativo della strada provinciale

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POTENZA - Era già accaduto per il Nodo complesso del Gallitello. La chiusura del ponte di Picerno è parte in causa dei ritardi e dell’attesa per il completamento dei lavori anche del Nodo ospedaliero di Macchia Romana. L’opera, il cui completamento dovrebbe arrivare per la prossima primavera, servirà a sovrastare l’incrocio dell’ospedale in modo da creare due flussi distinti per la viabilità indirizzata al San Carlo e quella destinata al collegamento con il popoloso rione di Macchia Romana.
Al momento, sul costo complessivo dell’opera pari a finanziamenti per 3.300.000 euro, la spesa si è attestata a 2 milioni e 200 mila euro. E’ con una risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Antonino Imbesi (Pdl) che l’assessore alla Viabilità, Pietro Campagna, pochi giorni fa ha spiegato come il cantiere sia oggi al quarto stato di avanzamento dei lavori.
Ovvero, la città può ammirare il 66 per cento dell’opera (per cui in qualche modo già si può intravedere lo snodo verso il rione in collina e che ha visto numerose proteste della popolazione del quartiere costretta a un percorso alternativo decisamente più lungo durante la chiusura dell’incrocio). Ad oggi sono stati ultimati tutti gli spostamenti dei sottoservizi che sono stati uno dei motivi dei ritardi legati «all’impossibilità (ormai risolta) di realizzare le pile degli impalcati di progetto».
Adesso, però, il passaggio più delicato: le travi, quelle lunghe e particolari, prodotte in poche parti d’Europa e anche in un’azienda lucana, che da Baragiano devono arrivare nel capoluogo. Proprio come per il viadotto del Gallitello. Travi speciali che viaggiano su mezzi particolari: con il ponte di Picerno chiuso, mica semplice farli passare per il percorso alternativo (devono camminare a una velocità molto ridotta) della provinciale di Isca -Pantanelle. E nonostante il comune spieghi di aver chiesto l’autorizzazione da diversi giorni, Anas e Provincia ancora non hanno fatto avere l’autorizzazione. Così i mezzi non viaggiano. Le travi, però, sono tutte in azienda, pronte per essere piantate: 22, per l’esattezza. L’amministrazione spera che le autorizzazioni possano arrivare in poco tempo. Altrimenti non resta che sperare che l’apertura del ponte di Picerno, prevista per metà novembre, rispetti tempistica e annunci.
Ma sulla stessa zona, ancora una sollecitazione e sempre da parte di un consigliere di opposizione. Questa volta è Francesco Fanelli (Pdl) a raccogliere il disagio lamentato da alcuni cittadini con un’interrogazione in cui spiega che la strada che sovrasta il lavori del rondò di Macchia Romana, via don Pasquale Uva, è spesso luogo «di incidenti stradali causati dall’alta velocità delle autovetture che effettuano sorpassi». Ecco, allora, il suggerimento: perchè - spiega nell’interrogazione - non installare separatori tra i due diversi sensi di marcia, utili ad evitare i sorpassi, e, di conseguenza, moderare la velocità?».

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