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Bando Matera, i 50 milioni sono incrementabili

Basilicata

Sono una quarantina le domande che hanno presentato domanda. L'assessore regionale Straziuso: «La nota positiva è la volontà delle imprese di investire, i fondi possono essere utili e sufficienti, poi

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MATERA - «Le risorse sono cinquanta milioni e servono a coprire tante domande. Il dato più positivo che mi fa piacere sottolineare riguarda in particolare il numero di domande, circa una quarantina, giunte agli uffici regionali per partecipare al bando. Significa che le imprese hanno voglia ed intenzione di investire su questo territorio. Ed è questa la notizia migliore».
Il commento è dell’assessore regionale alle Attività Produttive Gennaro Straziuso in riferimento al bando di investimento nelle aree produttive del Materano per più di cinque milioni di euro che è scaduto pochi giorni fa e che ha visto la presentazione di un numero inatteso di domande visto che la somma disponibile complessivamente, residua di altri bandi e rimasta inutilizzata, è di 50 milioni di euro.
A questo punto bisognerà capire, attraverso il lavoro degli uffici regionali, quante di queste domande presenteranno i requisiti necessari per partecipare al bando ed accedere al finanziamento ma il dubbio è che i 50 milioni possano diventare pochi. Straziuso su questo è molto prudente: «quei soldi devono funzionare come un fondo di garanzia che è stato predisposto per le aziende, poi è chiaro che la Regione valuterà cosa succederà».
Alla fine comunque una piccola apertura arriva: «il punto di partenza sono i 50 milioni ma è chiaro che quei fondi sono incrementabili, c’è un interesse, una richiesta importante e la possibilità in futuro per la Regione di fare tutta una serie di valutazioni».
Insomma al momento i fondi sono quelli ma una volta verificato il numero delle domande e le possibilità che ci sono di recuperare altri fondi, magari attingendo ai Fas, si potrebbe rimpinguare quella cifra.
Straziuso rimane prudente ma a rendere plausibile questa ipotesi vi è, non solo l’alto numero di imprese candidate, ma anche la qualità di queste imprese che fanno parte, massimamente, di nuclei ed insediamenti produttivi già presenti sul territorio che si vogliono migliorare o rafforzare.

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