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Partita da Cavallerizzo l’“operazione fiumi” di Legambiente

Basilicata

La prima iniziativa della protezione civile dedicata alla prevenzione del rischio idrogeologico ha avuto per protagonisti i volontari del Cigno Verde, cittadini e associazioni della frazione di Cer

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Partita da Cavallerizzo la tappa calabrese di “Operazione Fiumi”. L’iniziativa è stata realizzata stamani dall’equipaggio di Operazione Fiumi e con l’evento inaugurale della tappa calabrese, Legambiente, prosegue la nota, «ha voluto accendere i riflettori sul futuro di questa frazione di Cerzeto, abbandonata da circa quattro anni perchè dichiarata inagibile a seguito della frana che colpì il paese la notte tra il 6 e il 7 marzo 2005». I volontari si sono impegnati in un’opera di pulizia e manutenzione del sistema di recupero dell’acqua piovana, rimuovendo decine di sacchi di terra e foglie.
«Prevenzione del rischio idrogeologico – ha sostenuto Paola Tartabini, portavoce della campagna – è soprattutto una corretta gestione del suolo, dei versanti franosi e dei corsi d’acqua. Proprio in virtù della fragilità del territorio calabrese, dovrebbe rientrare a pieno titolo tra le priorità di Regione, Comuni ed Enti Locali una lungimirante politica di prevenzione e mitigazione del rischio di frane e alluvioni. Piuttosto che investire in politiche di gestione di acque e suolo sbilanciate sull'emergenza, quindi, le istituzioni competenti dovrebbero dedicare risorse alla manutenzione ordinaria del territorio e del sistema fluviale regionale e ad una corretta pianificazione urbanistica, che escluda dall’edificabilità tutte le aree golenali a rischio esondazione e i versanti classificati a rischio frana». Operazione Fiumi ha scelto di dedicare l’iniziativa a Cavallerizzo anche per riflettere e giungere a nuovi punti di sintesi sui temi della ricostruzione, della delocalizzazione, della messa in sicurezza, del possibile recupero e del futuro del paese. «Completamente abbandonato in seguito alla frana del 2005 – è scritto nella nota – il suo centro storico è stato lesionato solo in parte e proprio per questo in molti chiedono che sia recuperato, anche se con funzioni diverse da quella residenziale, piuttosto che delocalizzato in toto. Proprio per la sua storia, Cavallerizzo ben rappresenta la situazione di molti altri comuni calabresi. Tutta la regione, infatti, è caratterizzata da un territorio ad alta vulnerabilità idrogeologica, la cui fragilità è aggravata sia da motivi storici che da uno sviluppo urbanistico scorretto e irresponsabile».
Franco Saragò, di Legambiente Calabria, richiama l'attenzione sull'importanza di una corretta gestione di acque e suolo. «Visto il diffuso rischio idrogeologico al quale è esposta la Calabria – ha sostenuto – è fondamentale affrontare e mitigare questo fenomeno attraverso una responsabile pianificazione urbanistica, una corretta gestione del territorio e della rete fluviale regionale e la messa in sicurezza di tutte le aree a rischio. Elemento irrinunciabile per una efficace politica di messa in sicurezza, è anche la corretta manutenzione del territorio e dei canali di reggimentazione delle acque. Con l’iniziativa odierna, inoltre, chiediamo sia fatta piena luce su tutti gli atti relativi alla storia recente di Cavallerizzo, inagibilità, delocalizzazione e ricostruzione innanzitutto». Domani, Operazione Fiumi si sposterà a a Vibo Valentia.

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