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La Pubblica amministrazione paga in ritardo le imprese calabresi

Basilicata

Oltre due miliardi di euro di prestazioni ancora da pagare e ritardi che in alcuni casi superano i 200 giorni. Un problema che si aggiunge in un periodo di difficile congiuntura

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La Pubblica amministrazione deve alle imprese calabresi oltre 2 miliardi di euro pari al 7,1% del Pil regionale e con ritardi di pagamento che in alcuni casi superano la soglia dei 200 giorni generando un aggravio di costi aziendali per 300 milioni di euro. E' quanto emerge dal rapporto annuale Bcc Mediocrati - Demoskopika sulla congiuntura economica regionale. "L'anno in corso - si legge nel rapporto - aprirà le porte al 2010 all'insegna di timidi segnali di miglioramento della congiuntura economica seppur ancora in fase evidentemente recessiva. Pur intravedendosi una inversione di rotta rispetto al periodo precedente secondo le valutazioni della gran parte degli operatori economici, il biennio 2009-2010 sarà ancora un periodo di recessione per l'economia regionale".
Molto difficile e complesso anche il rapporto del tessuto imprenditoriale con la pubblica amministrazione calabrese: oltre 2 miliardi i crediti maturati dalle aziende con tempi medi di pagamento che hanno raggiunto i 135 giorni di ritardo a fronte di una media europea pari a 65 giorni.
“Una performance negativa del mercato pubblico - si fa rilevare - che pesa negativamente sulle imprese con un aggravio di costi stimato in 300 milioni di euro e in un quadro di preoccupante crisi internazionale avvertito significativamente da oltre 6 imprese su dieci".
Rispetto all'anno scorso si registra un miglioramento del clima di fiducia: l'indice generale sale di 7,6 punti passando dal 54,4 al 62,0 ma resta ancora in area negativa, come indistintamente tutti fattori che lo determinano.
"La totalita' dei fattori, comunque, - si legge nel rapporto - in linea con il dato medio generale, ad accezione del fatturato che con un valore pari a 68 si mantiene quasi stabile subendo solo una leggerissima flessione (-0,6 punti), registrano dei miglioramenti. Le variazioni maggiormente positive e ricordando che per essi nel periodo precedente c'era stata la flessione più consistente, riguardano in primis i fattori esogeni: situazione economica regionale che con +15,3 punti passa dal 29,2 al 44,5, la fiducia sulla ripresa del settore, che si attesta al 58,2 dopo un rialzo di 11,4 punti e disponibilita' di credito con valore pari al 66,7 e un incremento di 11,3".
Ma il miglioramento del clima di fiducia sui fattori esterni non sembra avere avuto un'influenza positiva sui fattori "endogeni". "Difatti, - si legge nel rapporto - stando alle valutazione degli imprenditori, solo la prospettiva di una ripresa degli investimenti segue l'evoluzione più significativa (+10,6) passando dal 52,9 al 63,5. Gli altri, tra cui occupazione (con il 73,1 e con variazione pari a +3,7), fatturato (con 68,0 e -0,6) e liquidità (con 60 e +2,5 punti) si mantengono quasi stabili".

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