Salta al contenuto principale

Quelli che giocano con il dolore

Basilicata

Ragazzi vestiti da pagliacci hanno chiesto in piazza Prefettura aiuti per la clownterapia. Gli “Amici dell’Hospice”: «Si sono presentati a nostro nome, ma noi non c’entriamo»

Tempo di lettura: 
1 minuto 54 secondi

di ANNA MARTINO
POTENZA - Speculare sulla sofferenza altrui e su quanti contribuiscono ad alleviarla, è qualcosa che non dovrebbe succedere mai. A Potenza, da qualche giorno, si aggirano delle persone che potrebbero compiere un atto così spregevole.
La segnalazione arriva dall'associazione di volontariato “Amici dell'Hospice”, che opera all'interno del reparto Hospice dell'ospedale San Carlo. Pare che un gruppo di giovani, si aggirino in via Pretoria e piazza Prefettura chiedendo dei fondi per una presunta attività di clownterapia presso il reparto Hospice e quello pediatrico del San Carlo.
«Cosa impossibile - dice il coordinatore volontari Amici dell'Hospice, Raffaele Messina - in primo luogo perché la clownterapia è un'attività che viene svolta all'interno dell'azienda ospedaliera del capoluogo solo da noi e solo nel reparto in questione e in secondo luogo perché nel reparto di pediatria opera esclusivamente Abio Potenza (Associazione bambino in ospedale) che, tra le tante altre cose, non pratica questo tipo di attività».
La vicenda non è nuova. Sembra che queste persone, campane, bazzichino dalle nostre parti già da un anno circa, intensificando la loro presenza in questi ultimi mesi.
«Inizialmente - racconta Messina - chiedevano dei fondi per il San Carlo in generale, senza specificare i servizi offerti. Verosimilmente, le offerte potevano essere utilizzate per eventi organizzati al San Carlo da queste associazioni campane. Ma lo scorso fine settimana, le suddette persone si sono dichiaratamente spacciate per Amici dell'Hospice, facendo riferimento anche alla mia persona. Uno può dire quello che vuole, assumendosi le proprie responsabilità, ma non può associarsi a chi, come noi, con impegno e dedizione fatica a creare una certa immagine basata su un rapporto di fiducia con la gente».
I sospettati possono essere facilmente identificati perché si presentano vestiti da clawn regalando palloncini. Precisa, a questo punto, Raffaele: «Gli Amici dell'Hospice quando organizzano eventi di questo tipo, come la raccolta di fondi e simili, sono riconoscibili attraverso l'apposito cartellino identificativo con nome, cognome e numero socio. Inoltre, vorrei evidenziare come la clownterapia non abbia nulla a che fare con i pagliacci. Il “clown dottore” è una figura molto particolare che prevede una formazione specifica, lunga e faticosa e alla fine della quale, attraverso un master, viene assegnato il titolo». L'appello all'intera cittadinanza è di “diffidare dalle imitazioni” e di segnalare richieste sospette contattando l'associazione al seguente indirizzo: amicihospicesancarlo@libero.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?