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Nave dei Veleni, il procuratore Lombardo:
"non esiste un secondo relitto"

Basilicata

Secondo il procuratore catanzarese «Le coordinate relative alla Catania rilevate dall’imbarcazione Coopernaut Franca e dalla Mare Oceano sono sovrapponibili»

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«Le coordinate relative al relitto della nave Catania rilevate dall’imbarcazione Coopernaut Franca e dalla Mare Oceano sono sovrapponibili e non esiste un secondo relitto».
Lo ha detto il Procuratore di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, circa i rilievi fatti al largo di Cetraro (Cs) che hanno portato ad identificare il relitto come quello della nave Catania e non come quello di una nave che, secondo un pentito di 'ndrangheta, fu fatta affondare con un carico di rifiuti radioattivi.
«La Coopernaut Franca – ha aggiunto – rileva il relitto a 39ø28' 541» latitudine nord e 15ø 41' 569» longitudine est. Sulla base di queste coordinate la Mare Oceano ha effettuato i suoi rilievi ed ha trovato il relitto che dalle scritte sulla fiancata è stata identificata come la nave 'Catania'. Quindi non esiste un secondo relitto perchè gli accertamenti di Mare Oceano sono stati fatti proprio sulla base delle prime indicazioni della Coopernaut che però non aveva identificato lo scafo.
La Coopernaut, infatti, ha compiuto la rilevazione del relitto solamente da un lato e con una forte instabilità del Rov. Il Nautilus, infatti, è stato stabilizzato attraverso delle funi una delle quali non è stata recuperata e potrebbe essere quella che si vede nelle immagini fatte dalla Mare Oceano. Nella relazione di Coopernaut, inoltre, si danno come approssimative anche le dimensioni del relitto».
Lombardo affronta anche il tema delle coordinate indicate sul sito della nave 'Catania' affondata nel 1917. «Sul sito – afferma Lombardo – vengono indicate come coordinate 39ø 32' latitudine nord e 15ø 42' longitudine est e c'è una distanza di 3-4 miglia da dove il relitto è stato trovato. Ma in realtà le coordinate sul sito vengono indicate come approssimative e poi c'è un dato non trascurabile.
Le coordinate indicate potrebbe essere quelle del sommergibile che affondò la Catania e che indicò la sua posizione al momento dello sparo. Ed è compatibile la distanza delle 3-4 miglia considerato che i sommergibili sparavano contro le navi proprio a non meno di quella distanza per motivi di sicurezza».
Infine Lombardo parla anche alla relazione della direzione marittima di Reggio Calabria inviata alla commissione parlamentare sulle ecomafie nella quale si fa riferimento ad un relitto non indentificato: «La relazione – ha concluso il Procuratore – della direzione marittima di Reggio Calabria alla commissione ecomafie si basa sui dati forniti della Coopernaut che non aveva identificato il relitto. Solamente quando poi è intervenuta la Mare Oceano il relitto è stato identificato e non ci sono dubbi che si tratti della Catania».
Intanto si apprende che la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti ascolterà mercoledì alle 14.30 il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

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