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Polizia Provinciale, Corbelli: "che fine
ha fatto il concorso?"

Basilicata

«Oggi a distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando - ha dichiarato il leader di Diritti Civili - non si sa che fine abbia fatto quel concorso»

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Il leader del Movimento Diritti Civili ed ex consigliere provinciale di Cosenza, Franco Corbelli, chiede di conoscere che «fine ha fatto, se e quando sarà fatto svolgere, il concorso per l’assunzione di 25 agenti di Polizia provinciale, bandito durante la campagna elettorale delle ultime Elezioni Amministrative e a tutt'oggi accantonato e dimenticato dall’Amministrazione provinciale di Cosenza.
Per partecipare al bando – ricorda Corbelli – sono state presentate oltre 25 mila domande. Questo il numero dei partecipanti, mai smentito, reso noto dal centrodestra durante la campagna elettorale».
Corbelli ha voluto ricordare che nei primi mesi dell’anno, era stato lui stesso a chiedere la «sospensione e il rinvio di questo concorso a dopo le Elezioni del 6 e 7 giugno scorsi per motivi di opportunità politica e istituzionale, per rasserenare il clima (ci fu per questo bando un violento scontro a colpi di manifesti tra i consiglieri del centrodestra e quelli del centrosinistra durante la campagna elettorale), evitare il rischio concreto del voto di scambio, non influenzare e non condizionare la campagna elettorale.
Il bando di concorso per l’assunzione di 25 nuovi agenti nell’organico della Polizia provinciale, soprattutto dopo quanto era successo, con il duro scontro tra i consiglieri provinciali del centrodestra e quelli del Pd, era inopportuno e per questo andava sospeso e rinviato a dopo le elezioni di giugno. Per motivi di opportunità politica e istituzionale, perchè non era urgente procedere subito a questa assunzione di nuovi poliziotti provinciali e infine perchè questo concorso ricadeva proprio in piena campagna elettorale.
Alcuni mesi prima delle elezioni denunciai pubblicamente – prosegue Corbelli – sulla stampa calabrese queste cose aggiungendo che in una situazione di gravissima crisi, di disoccupazione dilagante e record, di disperazione per tante famiglie per il dramma della mancanza di lavoro, era facile prevedere che per partecipare a questo concorso arrivassero migliaia e migliaia di domande.
Inevitabilmente questo avrebbe potuto anche influenzare e condizionare la campagna elettorale. Al di là delle assicurazioni sulla regolarità del concorso e su chi lo gestirà, c'era il rischio forte che quei 25 posti diventassero argomento (e promesse?) di campagna elettorale. Per questo, opportunamente, per prevenire (anche eventuali ipotesi di reato, come il voto di scambio) e per garantire una corretta campagna elettorale, scevra da ogni possibile occasione di clientelismo, era giusto e doveroso che il concorso venisse sospeso e rinviato a dopo le Elezioni. Così – lamenta Corbelli - non è stato. Il concorso venne bandito. Oggi a distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando non si sa che fine abbia fatto quel concorso. Se e quando si svolgerà».

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