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Contenzioso Enel-Comune sospeso in attesa di veriche

Basilicata

Dopo le accuse di morosità il comune controbatte e avvia il monitoraggio sui contatori e sui conguagli mancati

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POTENZA - «Non esiste alcun pericolo, né presente né futuro,di distacco dell’energia elettrica per il Comune di Potenza». Così il Sindaco di Potenza Vito Santarsiero e l’assessore al Bilancio Federico Pace, dopo le accuse di morosità mosse dall'azienda (che alcune settimane fa aveva staccato la corrente presso il campo della Fgic) e le critiche dei consiglieri del pdl, Picerno e Coviello, spiegano che nella «competente commissione consiliare permanentel’assessore Pace aveva compiutamente relazionato sulle tensioni attualmente in atto tra Enel e Comune di Potenza evidenziando che le tensioni sono dovute al fatto che il Comune sta effettuando una “operazione verità” sui propri consumi energetici e sottoposto a verifica le bollette degli ultimi dieci anni». L'ente - spiegano - ha ragione di ritenere «che, fino ad ora, siano stati sempre fatturati consumi presunti (e pertanto probabilmente superiori a quelli reali) senza mai conguagliare annualmente i consumi effettivamente sostenuti». Inoltre «numerosi contatori rispetto ai quali nel corso degli anni il comune aveva ordinato il distacco, potrebbero essere stati regolarmente fatturati». «Il monitoraggio- ha dichiarato Pace- che rientra nella nostra azione di controllo sulla spesa, sarà completato entro la fine dell’anno». Ad oggi l’Enel vanta un credito di circa 2,2 mln di euro ed è stato sottoscritto un accordo che prevede il pagamento di 1,3 mln di euro entro la fine dell’anno solo per quelle somme assolutamente incontestabili, rinviando il pagamento del saldo al termine delle verifiche di cui sopra. «Attualmente il Comune di Potenza –concludono Santarsiero e Pace- garantisce il regolare pagamento dei servizi essenziali alle finalità istituzionali dell’Ente mentre per tutti gli altri servizi, ha un ritardo medio di pagamento di circa 6 mesi, contro una media nazionale di un anno che si spinge fino a 700 giorni per la aziende sanitarie».

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