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Navi dei veleni: in campo
la diocesi di Locri

Basilicata

Sulla vicenda delle navi dei veleni è scesa in campo anche la Commissione diocesana Giustizia e Pace della diocesi di Locri-Gerace. Una lettera è stata inviata al presidente dell'associazione dei sind

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Locri (Reggio Calabria. - La Commissione diocesana Giustizia e Pace della diocesi di Locri-Gerace, presieduta dal Vescovo, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, «sta seguendo con sempre maggiore preoccupazione le notizie riguardanti al presenza di rifiuti altamente inquinanti nei mari e nel territorio della nostra regione e nella stessa Locride». È quanto si legge in una lettera che la stessa commissione ha indirizzatro al presidente dell'associazione dei sindaci della Locride, pietro Crinò. «Dalla stampa e dalla TV, infatti, - si legge - siamo stati informati che sia nel Tirreno che nello Jonio è stato affondato un certo numero di «carrette» del mare cariche di materiale tossico e/o radioattivo, particolarmente dannoso per la salute degli uomini. Si sospetta che anche nell'entroterra aspromontano siano state sotterrate notevoli quantità di analogo materiale, il cui percolato, tra l'altro, potrebbe raggiungere le falde acquifere. È evidente che di fronte a tale situazione di così enorme gravità, anche se fosse solo ipotetica, non si può rimanere indifferenti e passivi, ma occorre denunciare e intervenire in modo efficace e urgente, prima che il danno prodotto divenga irreversibile. Noi siamo consapevoli che la Magistratura sta conducendo indagini ad ampio raggio e il nostro auspicio è che le concluda al più presto (risultato piuttosto difficile data la complessità e l'estensione del problema), fornendo alle comunità interessate informazioni certe e comminando con rigore e severità le sanzioni previste per questo genere di reati.Ci sono note, altresì, le iniziative che la Vostra Associazione ha già intrapreso, unitamente a quelle dell'Assessorato regionale all'Ambiente, dell'Arpacal, dell'associazionismo ambientalista e dell'ASL di Locri, che dovrebbe a breve fornire dati epidemiologici aggiornati sull'entità reale, e non solo percepita, delle patologie oncologiche. Ci risulta, purtroppo, che la risposta del Ministro dell'Ambiente è stata fino ad ora lenta e debole, pur se indispensabile per gli interventi che saranno complessi e costosi».

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