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Otto anni per aver ceduto ad una dose fatale

Basilicata

Il giudice monocratico presso il Tribunale di Matera, Angelo Onorati ha condannato Vito Rondinone di 39 anni per la morte di un giovane materano. I fatti si riferiscono a settembre 2008

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IL GIUDICE monocratico presso il Tribunale di Matera, Angelo Onorati, ha condannato a otto anni di reclusione Vito Rondinone, di 39 anni, accusato di aver ceduto una dose di sostanza stupefacente, risultata poi letale, a un giovane di Matera.
L’episodio è avvenuto nel settembre 2008.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Annunziata Cazzetta, portarono all’arresto di Rondinone nel dicembre dello scorso anno.
Il difensore dell’indagato, l'avvocato Damiano Pantaleo, ha annunciato appello contro la sentenza.
Il 21 settembre del 2008, secondo la ricostruzione che fu effettuata dagli investigatori nel corso di tre mesi di indagini, il 31enne materano e la fidanzata si erano procurati due dosi di stupefacenti di cui una prima era stata consumata dal giovane che si era subito lamentato della qualità con la fidanzata.
Dopo essere uscito di casa, l'uomo aveva trascorso del tempo insieme al figlio avuto dalla precedente compagna.
Al suo ritorno, dopo una breve sosta in un bar con la fidanzata, aveva cercato di procurarsi una nuova dose, senza riuscirci.
La donna lo aveva poi raggiunto a casa, dopo aver acquistato alcuni alimenti per la cena, trovando l'uomo, che nel frattempo aveva consumato il cocktail mortale, ormai agonizzante e in piena overdose, la stessa che lo avrebbe ucciso poi anche alcune ore dopo.
Le indagini che hanno condotto all'arresto di Rondinone, sono partite dalla scoperta, all'epoca della morte del 31enne, di una siringa contenente il mix fatale. Ieri poi la parola conclusiva sulla vicenda con la sentenza del giudice Onorati.

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