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Ritrova la fede grazie ai Vigili urbani

Basilicata

La vera era stata perduta in piazza Prefettura

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POTENZA - Aveva perso la fede. A fargliela ritrovare non un prete, ma un vigile urbano.
Perché la fede che Angelo aveva perso era d'oro, di forma circolare, nota anche come vera e prova inconfutabile del suo stato di uomo sposato.
Angelo l'aveva smarrita in piazza Prefettura. Probabile causa, la solita “tassa” di Gaetano, il simpaticissimo abitatore della piazza che sottopone gli amici in transito a una tassa costante. Un euro, da cacciare sull'unghia, che va ad alimentare l'inveterato vizio del tabacco.
Nello scartabellare fra le chiavi e la minumetria metallica assortita delle sue tasche, in cerca dell'euro da versare al fiscalissimo Gaetano, probabilmente l'anello - già ballerino al dito di Angelo - è saltato via.
Angelo però non se n'è accorto subito. Quando qualcosa sotto i suoi polpastrelli ha comiciato a non tornare - e Angelo ha sbarrato gli occhi accorgendosi di avere l'anulare sinistro sguarnito - era troppo tardi. Una ricerca affannosa davanti ai porticati ex Upim non ha dato frutto. Non ci è dato sapere se la moglie di Angelo abbia creduto subito alla spiegazione del consorte o se abbia atteggiato il viso nella smorfia di chi non si fida.
Certo è che tre giorni dopo - mentre Angelo già meditava di presentare formale quanto disperata denuncia alla questura - una telefonata gli ridonava il sorriso (e forse anche alla moglie): al comando centrale dei vigili urbani, una vera d'oro lo attendeva.
Cos'era accaduto. L'agente della polizia municipale Giuseppe Di Bello - che d'ora in poi Angelo avrà in considerazione come fosse Serpico - ha trovato per terra l'anello.
Da qui è scattata una piccola indagine vecchio stampo: acquisita la data delle nozze - incisa sulla fascia interna dell'anello - i vigili sono andati all'anagrafe di via IV Novembre. Qui hanno controllato chi si fosse sposato proprio quel giorno.
Hanno poi selezionato i fiori d'arancio nei quali il nome di battesimo della sposa fosse lo stesso ricavato sull'anello. A quel punto, il gioco era fatto. E l'agente Canio Gruosso ha potuto consegnare l'anello ad Angelo. Che in quel momento ha ritrovato la fede. Quantomeno, nella polizia municipale.

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