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Diecimila firme per l'ospedale
di Tinchi di Pisticci

Basilicata

Siti-in del Comitato per illustrare i risultati della petizion popolare

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di ROBERTO D'ALESSANDRO
Un nuovo incontro con la cittadinanza per fare il punto a un mese circa dall'inizio della petizione civica indetta dal “Comitato di Difesa dell'Ospedale di Tinchi”, «a sostegno della richiesta alla Regione Basilicata di emendare il Piano Sanitario Regionale, riconoscendo il presidio ospedaliero di Tinchi come “Ospedale ad indirizzo Specialistico”, così come richiesto all'unanimità dal consiglio comunale di Pisticci». Il sit-in si è tenuto, ieri mattina, nel piazzale antistante il nosocomio pisticcese. Sono intervenuti gli stessi membri del Comitato, assieme ai Cittadini Attivi di Bernalda e al Movimento pro Bernalda “EmmeIcsBay”, ai Cobas Basilicata ed all'associazione di Protezione Civile “Stella Cometa” di Marconia. La petizione, si è potuto apprendere nel corso della mattinata, ha avuto finora un buon esito. Tra i territori di Pisticci e Bernalda sono state raccolte, infatti, oltre 10mila firme a sostegno delle richieste della gente che, fra l'altro, «non accetta l'ipotesi di conversione dell'ospedale in Centro di neuropsichiatria Infantile (Stella Maris) come proposto dalla Direzione Generale dell'Asl in sostituzione dell'esistente». Aderire alla petizione è ancora possibile, poiché la raccolta proseguirà per tutto il mese di novembre. L'incontro è stato anche utile per apprendere dell'impegno del comitato a organizzare un nuovo appuntamento di sostegno alla causa. E' in programma una grande manifestazione, questa volta da tenersi in un dei principali centri abitati del Comune di Pisticci a metà dicembre. Nel corso del sit-in di ieri è intervenuto anche l'attore lucano Ulderico Pesce, già impegno in alcune battaglie che hanno visto protagonisti cittadini della Basilicata a tutela dei loro diritti. «La difesa del territorio -ha detto Ulderico Pesce- è un grande esercizio di democrazia. Se sono qui oggi è per la convinzione che questo appuntamento, oltre a sostenere le giuste ragioni di chi chiede di non toccare l'ospedale, rappresenti anche una manifestazione culturale, una sorta di laboratorio della civiltà che, come altre iniziative di democrazia dal basso attuate in Lucania, può portare la nostra gente a essere sentinella di questo territorio nel suo complesso. Da queste forme di partecipazione deve nascere un cittadino nuovo, nel Pisticcese, nel Metapontino e nella Basilicata tutta. Bisogna uscire dall'alveo delle proprie famiglie, attivarsi insieme per le giuste rivendicazioni e pensare a costruire una rete. Perché ora si protesta per salvaguardare l'ospedale di Tinchi, ma altrove si lotta, ad esempio, per la centrale del Mercure, oppure per far sì che venga chiuso quel tubo che scarica in mare liquidi radioattivi dal deposito nucleare di Rotondella, o anche per chiedere conto di quale sviluppo ha portato a voi l'estrazione del gas nelle vostre zone. Ci tocca occuparci di diverse problematiche comuni a tutti, perché solo così riusciremo a vincere queste battaglie, a evitare che la Basilicata si spopoli ulteriormente ed a far si che ci vive, possa farlo con le massime garanzie per la sua salute». Oltre agli interventi spontanei dei cittadini, nel corso dell'incontro ha parlato anche il professore Tamburrano dei Cittadini Attivi di Bernalda, spiegando che: «Questa è una lotta giusta, in quanto l'ospedale di Tinchi non va smantellato, ma potenziato. L'autorità regionale, non può cancellare Tinchi, né operare una riforma di accentramento della sanità che è contraria ai principi costituzionali».

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