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Sanità: chiudere 12 ospedali
e licenziare mille precari

Basilicata

E' la richiesta fatta alla Regione dal Ministero dell'Economia, per il quale nella sanità calabrese c'è un esubero di tremila persone. Polemici Adamo e Idv

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Dagli assessori regionali si è alzato un coro di pro testa dopo aver appreso del le richieste fatte alla Regione per il piano di rientro dal deficit della sanità: chiusura di 12 ospedali, di cui 5 entro fine anno; sospensione di tutte le stabilizzazioni (circa 1000), blocco del turn over fino al 2013, nelle percentuali del 100% per il personale amministrativo e del 90% per i medici. In quest’ultimo caso vuol dire che ogni 10 medici che vanno in pensione, solo uno può essere assunto. Al ministero dell’Economia so stengono che in Calabria nella sanità c’è un esubero di oltre 3000 per sone. E ancora riduzione drastica della spesa farma ceutica che deve essere riportata nei parametri nazionali.
La Giunta regionale tornerà a discuternere mercoledì prossimo

ADAMO. «Non vi è dubbio che la diserzione dei capigruppo di centrodestra della riunione odierna è funzionale al tentativo di strumentalizzare la questione sanità per fini elettorali». Lo ha detto il capogruppo regionale del Pd, Nicola Adamo. «Il centrodestra – ha aggiunto Adamo – sta facendo di tutto per far dimenticare che il debito pregresso è stato generato dai suoi governi regionali e, soprattutto, per coprire le responsabiltà dell’attuale Governo nazionale. Il governo Prodi ha accompagnato le regioni per il rientro e il risanamento; al contrario Berlusconi non si assume la responsabilità di riconoscere neanche quanto è dovuto alla Calabria». «Sarebbe ora di dire basta – ha sostenuto ancora Adamo – ad un Governo nazionale che ci ha imposto prima il ticket e poi ha giocato sempre più ad alzare il prezzo sulla pelle dei calabresi. Nei fatti, il Governo vuole attuare il modello di federalismo voluto da Bossi e Tremonti senza che, nè per decreto, nè in Parlamento, sia stato mai deciso».

IDV. «Non siamo disposti ad addossarci responsabilità che non ci appartengono, non abbiamo nulla da rimproverarci perchè non siamo stati noi a gestire la sanità, ma il governatore Loiero e se la situazione è precipitata, la colpa è solo ed unicamente sua». Cosi il capogruppo regionale dell’Italia dei Valori, Maurizio Feraudo spiega le ragioni che hanno spinto il partito a non partecipare alla riunione dei capigruppo indetta dal presidente Loiero. «Non può – ha aggiunto – coinvolgerci in cose che ha gestito direttamente. Sapeva benissimo, ad esempio, che non poteva procedere ad assunzioni nelle strutture sanitarie, visto il deficit enorme, ma lo ha fatto ugualmente. Sapeva del commissariamento da mesi e mesi, eppure a continuato ad agire come se nulla fosse. Il governatore, oggi, non può pretendere che il consiglio si assuma le responsabilità di quanto è avvenuto e sta avvenendo». «Noi crediamo – ha concluso – che il commissariamento della sanità calabrese avrebbe già dovuto concretizzarsi e ci meravigliamo perchè ancora ciò non è ancora avvenuto».

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