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Numerose reazioni contro la decisione del governo

Basilicata

Pippo Callipo chiede l'intervento di Fini e Schifani; per Franco Corbelli: «Uno schieffo ai calabresi»

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PIPPO CALLIPO - «Uno sfregio alla democrazia, nè più nè meno. Intervengano i Presidenti del Senato e della Camera per spiegare al Governo che ci sono limiti di decenza insuperabili e che c'è la Costituzione italiana che prescrive il rispetto della democrazia». È quanto afferma, in una nota, il candidato alla Presidenza della Regione, Pippo Callipo, sulla sulla decisione del Governo di non ricevere la petizione del Quotidiano della Calabria «Liberi dalle scorie». «Se il Governo non intende ricevere la petizione di 30mila calabresi sulle scorie pericolose e sui siti pericolosi promossa dal Quotidiano della Calabria – sostiene Callipo – si è dinanzi a un vulnus alla democrazia e a un’offesa di ogni singolo cittadino calabrese. Il cittadino, si dice spesso, in Calabria non ha senso civico, ma se quando ce l’ha e lo esibisce a fargliene passare la voglia è il Governo, cosa bisogna pensare? Il Governo sovrappone il suo essere espressione di una parte politica, che evidentemente dalla petizione si sente minacciata, al suo essere Istituzione della Repubblica italiana che, in quanto tale, ha il dovere di ascoltare tutti gli italiani, siano essi al Nord al Centro e al Sud’'. «Insisto sul punto dell’unità della Calabria – prosegue Callipo – quantomeno dinanzi a fatti di rilevanza generale che riguardano la qualità della vita di ciascuno di noi, prescindendo dalle opinioni e dalle appartenenze. In questo senso, non partecipare alla grande manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, dove tra l’altro è stato fischiato il Presidente della Provincia di Cosenza on. Mario Oliverio espressione del centrosinistra, come ha fatto il centrodestra calabrese, è stato un errore. Adesso mi auguro che tutti assieme si faccia la giusta pressione per indurre alla ragionevolezza democratica un Governo che finora, dinanzi all’allarme ambiente lanciato in Calabria, non ha avvertito il dovere di mandare neppure un ministro in Calabria». «Apprendere che il ministro per l’Ambiente, on. Prestigiacomo – sostiene ancora Callipo – sarà a Reggio per discutere non dell’emergenza calabrese ma di nucleare, mentre a Crotone migliaia di rifiuti tossici provenienti dalla Pertusola Sud giacciono dimenticati da più di un decennio, è, mi si passi il termine, una sconcezza inaccettabile. La Calabria invoca giustizia, verità e azioni risolutive da parte del Governo su quella che è un’autentica emergenza ambientale che mina alle fondamenta l’economia e lo sviluppo di aree interne e il ministro, anzichè preoccuparsene e dialogare con i calabresi, viene in Calabria per presenziare a un convegno sul nucleare?».
FRANCO CORBELLI - «Un ennesimo schiaffo, una nuova e inaccettabile discriminazione di una intera regione, che chiede verità e giustizia, sulle tante, drammatiche, ignorate emergenze ambientale in Calabria». È quanto afferma il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli, commentando «il rifiuto del Governo di acquisire la petizione del Quotidiano». «Una vera e propria umiliazione – sostiene Corbelli – nei confronti dei calabresi. Di tutti, non solo delle migliaia e migliaia che hanno firmato la petizione». Corbelli ricorda di essere stato «uno dei 28 mila firmatari di questa petizione pur mantenendo, sin dall’inizio, sulla vicenda di Cetraro, una posizione fortemente critica». «Il coordinatore di Diritti Civili – prosegue la nota – ha sempre sostenuto che 'quella vecchia imbarcazione di Cetraro non poteva essere una nave dei velenì e aveva più volte denunciato 'il danno che una campagna (dei media nazionali e internazionali) arrecava all’immagine e alla economia della cittadina tirrenica. Una cosa è sostenere una posizione (condivisibile o meno) su una singola vicenda (nella fattispecie, quella di Cetraro) altra cosa invece è promuovere una importante e opportuna campagna di sensibilizzazione sulle emergenze scorie in Calabria». «Ed è quello che ha fatto meritoriamente il Quotidiano della Calabria; così come hanno fatto con il loro libro (Le navi dei veleni) anche i giornalisti dello stesso giornale, Massimo Clausi e Roberto Grandinetti. Come può la Presidenza del Consiglio dei Ministri rifiutare di acquisire la petizione, sottoscritta da 28 mila persone? Come può la Calabria continuare ad avere ancora un minimo di fiducia in questo Esecutivo?».

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