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La manifestazione romana riaccende la speranza

Basilicata

Chiusura con riserva del Novantunesimo battaglione. Dal ministero alla Difesa rassicurazioni sull'attenzione: dovrebbe rimanere almeno un presidio militare

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di Manuela Boggia
ROMA - La caserma Lucania chiude ma con riserva. Oggi, infatti, si spegneranno le luci sul 91° Battaglione ma è probabile che questo non significherà la fine della presenza dell’Esercito a Potenza. Una speranza che arriva direttamente dal Ministero della Difesa e che premia le aspettative di quei 156 cittadini arrivati ieri mattina a Roma per manifestare contro la cancellazione del presidio militare lucano. Centocinquantasei persone in rappresentanza di tutti quei cittadini che da tempo si battono per difenderne l’importanza. Sindaco Santarsiero in testa, un gruppo di comitati di quartiere ha presidiato Largo Santa Susanna, nei pressi del Ministero, agitando striscioni che riportavano ben impresso l’obiettivo della trasferta: «Non rinunciamo alla Caserma Lucania». Con loro anche gli onorevoli Salvatore Margiotta e Filippo Bubbico, il segretario generale della Uil Carmine Vaccaro, il segretario della Uilm di Potenza, Vincenzo Tortorelli e la signora Anna Giosa, moglie di un militare, a Roma in rappresentanza di tutte le famiglie della caserma. Intento comune quello di ribadire il valore, sociale ed economico, che la caserma Lucania ha e ha avuto per l’intera regione. E, almeno per il momento, la manifestazione romana uno spiraglio sembra averlo aperto. Una delegazione di istituzioni e cittadini, infatti, è stata prima ricevuta dal Capo di Gabinetto del ministro La Russa, il generale Abrate, che ha confermato le attenzioni del ministro per una positiva soluzione della vicenda e successivamente il sindaco e l’onorevole Bubbico hanno incontrato direttamente il sottosegretario Crosetto, che già a settembre era stato informato della questione. E’ proprio dall’onorevole Crosetto che è arrivata la speranza. Il sottosegretario, infatti, non solo ha confermato tutta l’attenzione alla vicenda ma si è anche fatto garante a sostenere, in Commissione Difesa della Camera, la presenza di un “presidio militare” presso la Caserma Lucania ed a rafforzare il Comando Militare Esercito della Basilicata. Un interessamento che ha soddisfatto il sindaco, che ha ancora una volta indicato quale soluzione compatibile con la caserma potentina una Compagnia Genio di Pronto Intervento con finalità anche di Protezione Civile, e i cittadini stessi che hanno accolto con un applauso l’esito della riunione. «Siamo molto fiduciosi - ha sottolineato la signora Giosa a margine dell’ incontro - e mi auguro che la situazione abbia una conclusione positiva, me lo auguro per tutti i lucani». Stesso atteggiamento fiducioso anche da parte di Carmine Vaccaro che ha evidenziato come venga fuori anche dal Governo la volontà di vedere nel futuro della caserma un presidio militare e non soltanto un presidio istituzionale. «Garantire un presidio militare a Potenza è un impegno del governo e noi, come parlamentari lucani del Pdl, faremo il possibile affinché venga mantenuto» hanno detto poi in una nota i parlamentari Pdl, Viceconte, Latronico, Digilio e i deputati Taddei e Moles.

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