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A Reggio il museo nella villa confiscata

Basilicata

La struttura, realizzata a Croce Valanidi, nella periferia sud della città, sarà inaugurata il primo dicembre

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E' stato realizzato a Reggio Calabria il Museo della 'ndrangheta. La struttura, che sarà inaugurata il primo dicembre è stata realizzata a Croce Valanidi, nella periferia sud della città, in una villa a tre piani confiscata alla criminalità organizzata e ristrutturata nel 2006. Sarà un museo aperto alla città, ai visitatori ed ai ricercatori interessati ad approfondire il fenomeno della ndrangheta. Il museo aprirà i battenti con una mostra fotografica dal titolo «Silenzio e Memoria», curata da Adriana Sapone, reporter de Il Quotidiano della Calabria, con cui si ricostruisce «la cruda cronaca della guerra di mafia, gli omicidi più efferati e l’opprimente silenzio della gente e delle città». Istantanee scandite da corpi che giacciono sotto lenzuoli bianchi, da curiosi di passaggio, da manette, indagini e sguardi: dal luogo dell’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, si passerà ai grandi processi di mafia, che nei primi anni '90 hanno visto sfilare nella città dello Stretto, personaggi come Totò Riina, Bernardo Brusca, Pippo Calò e Nitto Santapaola. «Il percorso fotografico – si afferma in una nota - racconterà anche la speranza della società civile e in modo particolare dei giovani». Nella stessa giornata, sarà presentato il libro 'Il Cappiò, di Enrico Bellavia e Maurizio De Lucia, che analizza il fenomeno del pizzo legato alla mafia. “Non c'è Cosa Nostra senza pizzo – prosegue la nota – e la mafia costruisce sulla paura il bisogno di sicurezza che si prepara a soddisfare».

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