Salta al contenuto principale

Casa di riposo di Spinoso, sit-in a oltranza

Basilicata

Da ieri gli ex lavoratori della cooperativa sociale "Il sorriso" di Spinoso", che gestisce la casa di riposo, sono in stato di agitazione. Alla protesta ha preso parte anche il primo cittadino, Pasqua

Tempo di lettura: 
1 minuto 54 secondi

Al via il sit-in degli ex lavoratori della cooperativa “Il sorriso” che gestisce la casa di riposo degli anziani. Un sit-in ad oltranza per manifestare contro la situazione che si è venuta a creare, i lavoratori da ieri mattina sono in contrada Imbrotta, davanti alla casa di riposo, dove la rivolta pacifica si è protratta fino alle 24 per poi riprendere questa mattina alle 6. All'avvio della protesta hanno preso parte anche il sindaco, Pasquale De Luise, i rappresentanti della CGIL locali e regionali, nella persona di Angelo Summa, e una nutrita folla di cittadini del paese che hanno voluto manifestare la loro solidarietà. Due le richieste avanzate dalle lavoratrici: «Che si ritorni a discutere del posto di lavoro con un reintegro ma solo a determinate condizioni che possano realmente rispettare i lavoratori, oppure la rescissione del contratto ad opera del comune per mancato adempimento di quanto previsto dal capitolato». Nel frattempo il primo cittadino ha convocato un consiglio comunale straordinario che si terrà venerdì pomeriggio alle ore 15,30 per discutere della situazione che si è venuta a creare ed individuare la migliore soluzione. Una protesta che non sembra voglia svanire, secondo quanto dichiarato dalle stesse lavoratrici: «Il sit-in rimarrà in piedi fino alla seduta del consiglio comunale e alle decisioni in quella sede verranno prese». Al centro della discussione la carica da socio che secondo le lavoratrici non sarebbe mai stata tale: «Noi eravamo socie solo sulla carta, ma nei fatti siamo sempre state solo dipendenti, senza parlare della questione turni, ferie e tredicesima. Una serie di fatti che ci hanno portato ad oggi, a questa decisione». Dal canto suo la presidentessa della cooperativa, Pasqualina Russo ribadisce: «Come già affermato non parliamo di licenziamenti e quindi di reintegro, le lavoratrici erano socie che hanno rassegnato delle dimissioni che sono state accettate. Smentisco che le stesse non abbiano mai partecipato alla vita della cooperativa, in quanto ogni mese vi era un'assemblea, riunioni in cui erano presenti anche i dipendenti e si discuteva della vita sociale e gestionale della cooperativa. Senza poi dimenticare che non appena sono state ricevute le lettere, abbiamo cercato di distogliere le lavoratrici da questa decisione, ci hanno anche richiesto un'assemblea per la metà di novembre a cui però non si è presentato nessuno». Non resta che attendere i prossimi giorni per comprendere eventuali sviluppi.
Francesca Gresia

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?