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Casa d'appuntamenti: due cinesi arrestati

Basilicata

Un uomo e una donna accusati di sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù di una giovane ragazza cinese di 28 anni che concedeva prestazioni sessuali 24 ore su 24 garantendo guadagni p

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di ANTONELLA CIERVO
QUELL'annuncio pubblicato per quasi venti giorni su un quotidiano locale era il suo biglietto da visita, quel numero di cellulare il suo unico contatto con i clienti. Così una prostituta cinese di 28 anni gestiva il suo lavoro in un appartamento del rione Serra Venerdì, a pochi passi da una scuola elementare.
“Novità bellissima ragazza 25enne - massaggi”: parole che hanno aperto un mercato fiorente in città, che in soli 15 giorni ha fruttato ai suoi “aguzzini” somme pari a circa 10 mila euro, con una media di 700 euro al giorno.
L'operazione A.A.A. condotta dalla Squadra Mobile di Matera ha portato all'arresto di due cinesi, un uomo Chun Yan Zhang di 40 anni e una donna Qi An Feng di 42 anni domiciliati a Taranto e residenti a Napoli e alla denuncia della prostituta, interrompendo un'attività che andava avanti da 20 giorni. Nel corso dell'irruzione degli uomini della Mobile, nella notte fra martedì e mercoledì, sono stati sequestrati 2000 euro in contanti, tre telefoni cellulari e un quaderno di computisteria con tariffe e cifre sulla gestione dell'attività. Un documento che la donna arrestata ha tentato invano di strappare durante il trasferimento dalla casa di serra venerdì alla Questura.
Nicola Fucarino, dirigente della Mobile, ha illustrato ieri i particolari dell'operazione che ha convinto il pm, Valeria Farina Valaori a spiccare due ordinanze di custodia cautelare nei riguardi della coppia di “gestori” per sfruttamento della prostituzione e soprattutto, induzione in schiavitù.
Indagini condotte con pedinamenti, intercettazioni telefoniche e nottate in attesa dei clienti lucani e delle zone vicine che raggiungevano l'appartamento anche in piena notte per fermarsi non più di un quarto d'ora per una tariffa media di circa 60 euro.
“Una vera macchina da soldi”. Così è stata definita dagli investigatori la 28enne cinese, che era volutamente tenuta all'oscuro di qualsiasi particolare le potesse, eventualmente, consentire la fuga: nessun contatto con l'esterno, nessun documento utile come il passaporto, nessun colloquio esterno tranne che con i clienti che la contattavano al numero di cellulare pubblicato sull'annuncio e con i quali concordava solo tariffa e indirizzo. La giovane, una vera e propria “schiava”, non conosceva la lingua, ignorava il luogo geografico in cui si trovava e si alimentava con ciò che i suoi “padroni” le portavano ogni sabato. A sua disposizione solo il jeans e la maglietta che indossava all’arrivo dei poliziotti e due baby doll per cambiarsi e per “accogliere” i clienti.
Quella che è emersa dalle indagini è una realtà quotidiana che si sviluppava a pochi metri da abitazioni semplici e da una scuola elementare, in cui la vita di tutti i giorni scorreva nell'assoluta normalità. Nicola Fucarino e l'ispettore Vito Cicirelli hanno elogiato la collaborazione degli abitanti della zona che hanno contribuito a portare a felice compimento l'operazione.
Nessun particolare è emerso sulla città di provenienza della prostituta. Il lavoro di equipe della Questura ha impedito che l’attività venisse portata avanti e che lo sfruttamento della giovane proseguisse ancora, magari in un’altra città da sfruttare. «Non ci ha saputo spiegare da dove veniva, né come era arrivata a Matera o come aveva perso il suo passaporto - ha aggiunto Nicola Fucarino - quando le abbiamo detto “prendi le tue cose” ci ha detto: non ho niente».
Ad attirare l'attenzione dei poliziotti era stato l'annuncio pubblicato sul quotidiano che da qualche giorno non usciva più. Un segnale che la coppia di “sfruttatori” si stava apprestando a lasciare la città, per tornare nell'invisibilità della clandestinità. Un escamotage dell'ultimo minuto ha consentito di fermare la coppia e la prostituta prima che abbandonassero Matera.
I poliziotti, infatti, martedì sera si sono recati nell'appartamento e, avvertendo la ragazza che i controlli avevano consentito di scoprire la sua attività, le avevano dato appuntamento al mattino dopo, facendole intendere che le sarebbe convenuto scappare prima del loro ritorno. La ragazza ha avvertito la coppia di connazionali che l'hanno raggiunta alle due di notte. Ad attenderli, però, c’erano gli uomini della Squadra Mobile.

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