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Internet: in Calabria il progetto
"Non cadere nella rete"

Basilicata

«Non cadere nella rete! Cyberbullismo ed altri pericoli del web», è una campagna informativa del Movimento italiano Genitori per informare ad un uso corretto di Internet

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Arriva anche in Calabria «Non cadere nella rete! Cyberbullismo ed altri pericoli del web», la campagna informativa del Moige rivolta a genitori, docenti e alunni delle scuole medie inferiori che ha come obiettivo diffondere una maggiore consapevolezza su un uso corretto di Internet.
Il tour, realizzato in collaborazione con la Polizia delle Comunicazioni, con il sostegno di Symantec e il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, sarà domani a Rende, nella sede centrale della scuola media statale Quattromiglia. L’indagine condotta da Swg per il Moige e Symantec, è scritto in una nota, ha voluto analizzare le abitudini dei minori che utilizzano il web attraverso la percezione e la conoscenza che ne hanno genitori e insegnanti, ed il campione analizzato comprende genitori con figli di età tra gli 11 e i 15 anni e insegnanti di scuole medie inferiori che utilizzano Internet a scopi didattici.
I risultati della ricerca hanno confermato che il web è un mezzo sempre più utilizzato dai minori sia a casa sia a scuola: il 52% dei genitori ha dichiarato che i propri figli si connettono ogni giorno, con una frequenza media di utilizzo superiore a cinque giorni la settimana, mentre l’80% degli insegnanti lavora in istituti che danno la possibilità agli studenti di accedere alla rete, anche se per un tempo molto limitato nell’arco della settimana. Se da una parte cambia il modo di utilizzare il Web da parte dei minori, dall’altra aumentano i timori di genitori e insegnanti collegati ai rischi che possono correre i ragazzi.
Il 55% dei genitori, è scritto nella nota, è molto preoccupato di vedere i figli navigare su Internet e secondo l’83% dei genitori i principali rischi a cui sono esposti i ragazzi sono legati alla possibilità che possano imbattersi in siti con contenuti inadatti, mentre per il 55% i pericoli maggiori sono legati alla possibilità di poter essere contattati da malintenzionati o pedofili.
«La paura dei pedofili online, purtroppo – è scritto nella nota – non è infondata. Secondo i dati della Polizia delle Comunicazioni, dal 1997 ad oggi si contano 238 arresti, 4.465 persone sono state denunciate e sono state effettuate 3.978 perquisizioni. Inoltre la Polizia italiana tiene costantemente monitorati 293.204 siti ed ha contribuito alla chiusura di 177 siti in Italia e ha segnalato 10.977 siti all’estero».
Nonostante questi dati e le preoccupazioni meno di 2 genitori su 10 affiancano i propri figli durante la navigazione e 4 genitori su 10 non hanno dotato il pc domestico di un sistema di sicurezza con filtri di controllo parentale, strumento che consente di verificare e monitorare l’accesso a siti e pagine non adeguate ai minori. Per proteggere i propri figli dai rischi di Internet, infatti, il sistema più diffuso sembra essere il dialogo: il 97% dei genitori e il 95% degli insegnanti ha dichiarato di aver dato dei consigli ai ragazzi su come usare correttamente la rete.

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