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Il COMMENTO
Cardiochirurgia a Cosenza in Calabria figli e figliastri

Basilicata

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di PIETRO MUTO
Ogni giorno leggendo la stampa locale si parla sempre delle varie novità nella sanità calabrese: vorrei restringere il campo alla parte che tratta di cose a me care. Pertanto, si concede che in me c'è una volontà di discutere su una questione che sta a cuore a tutto il popolo di Cosenza e della provincia: la cardiochirurgia a Cosenza. Tale premura non solo nasce dal grado di tensione dell'interesse con il quale mi accosto a un contenuto così importante che lo provoca, ma anche dall'invito caloroso del Dr. Perfetti, direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza. Egli, durante il suo intervento all' Associazione "Cosenza cuore onlus" (neonata), invita i cittadini di Cosenza a evidenziare le loro urgenze affinchè la suddetta Associazione possa interessarsene. Ebbene, la questione riguarda la cardiochirurgia a Cosenza e si pone nel momento in cui il Dr. Puzzonia, Direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Cosenza, dichiara, attraverso la stampa locale, che la cardiochirurgia a Cosenza non ci sarà per mancanza di denaro (20 milioni di euro secondo la sua stima). Ma che è questa cosa? E si è addirittura indetto un concorso per fare questa bella figura? Poi, però, il manager Dr. Puzzonia omette di precisare (cosa importantissima) che la suddetta spesa, utile all'acquisto dei macchinari più sofisticati e di quant' altro, può essere spalmata in otto-dieci anni. La suddetta dichiarazione del Dr. Puzzonia non solo ha creato nella popolazione di Cosenza e provincia disorientamento e delusione ma anche illusione e sfiducia nei riguardi dei 100 e più cardiochirurghi. Questo è il numero dei cervelli, provenienti da numerose realtà italiane ed estere, che hanno presentato domanda di partecipazione al concorso pubblico per titoli ed esami indetto, in esecuzione della delibera n. 255 dell'8.04.2009, dall'Azienda ospedaliera di Cosenza per Primario di struttura complessa e per cardiochirurghi. La verità, a mio sommesso avviso, sta nel fatto che nei nostri politici cosentini vi è un'assenza di coraggio a porsi come protagonisti nella politica quotidiana calabrese. Per questa ragione Cosenza ha un ruolo subalterno rispetto a Catanzaro e Reggio. Il timore li blocca e prevale sulle loro azioni ma non sulle loro parole. Infatti, ricordiamo tutti, quando con passione (a parole) durante la campagna elettorale del giugno scorso, i massimi esponenti politici locali assicuravano al popolo di Cosenza e Provincia, in tempi rapidi, l'istituzione del reparto di Cardiochirurgia (problema molto dibattuto da diversi anni). Ebbene, dopo l'informativa del Dr. Puzzonia, non c'è stata alcuna obiezione da parte delle Istituzioni locali, regna il silenzio più assordante; mentre Reggio, dopo Catanzaro, avrà la sua cardiochirurgia. Infatti, di recente, l'Ospedale di Reggio Calabria, in attuazione delle deliberazioni dell'8 e del 14 ottobre 2009, ha indetto concorsi pubblici rispettivamente per l'assunzione di Primario per struttura complessa di Cardiochirurgia e per Cardiochirurghi. È mai possibile che Cosenza, la più importante città della Calabria, per la sua posizione geografica, per la sua espansione territoriale, per la sua espansione demografica, per il commercio, per la ricchezza di tradizioni e storia, rimanga con un Ospedale privo di un reparto così vitale come quello di cardiochirurgia? Noi cittadini restituiamo al mittente la sua missiva perché il manager Puzzonia non può mettere a repentaglio non solo la nostra vita, ma in primis quella dei cardiopatici che aumentano, secondo le statistiche, di giorno in giorno. Dove sono i politici che hanno beneficiato del nostro consenso elettorale? Invece di sparlarsi addosso in una risibile gara a chi si deresponsabilizza prima e meglio degli atri, perché non dicono quali sono le iniziative che intendono adottare per richiamare l'attenzione del manager dell'Ao di Cosenza e porre fine a questo annoso problema? Perché il caso della cardiochirurgia a Cosenza non viene dibattuto nel prossimo consiglio provinciale? Perché il caso della cardiochirurgia a Cosenza non viene dibattuto nel prossimo consiglio comunale? E dove è il sindacato? Siamo stanchi di questa gran caciara intrisa di lazzi e lacrime. Noi cittadini di Cosenza e provincia siamo pronti anche ad occupare simbolicamente uno dei corridoi del presidio ospedaliero dell'Annunziata per protestare contro il mancato espletamento del concorso indetto a Cosenza. La preziosa e indispensabile presenza dei cardiochirurghi, consentirebbe, laddove i compiti degli eccellenti cardiologi finiscono, di intervenire prontamente, per salvare a ogni ora (24h/24) vite umane. Il popolo di Cosenza e provincia rivolge l'ultimo appello (il più accorato) al suo presidente della Regione Calabria Loiero, ricordandogli che a dare con convinzione i propri voti sono stati veramente in tantissimi. Voglia, per cortesia, adoperarsi affinché, in una società civile come la nostra, non vi siano figli e figliastri.

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