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Cosenza 1914, a Ravenna un esame mancato
che fa perdere il terzo posto ai Lupi rossoblù

Basilicata

Fallito l'assalto alla quarta posizione. Troppi errori difensivi nell'esibizione del Benelli.
Pesa come un macigno il rigore fallito da Raffaele Biancolino in avvio della gara

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COSENZA - Sarà solo mal di trasferta il disagio del Cosenza 1914 a dare continuità ai risultati e mantenere la porta imbattuta? Guardando il cammino dei Lupi ci viene voglia di rispondere positivamente, visto che che 14 dei 17 gol presi dai rossoblu sono arrivati lontano dalle mura amiche, ma è anche vero che alcune caratteristiche della squadra, nella fase difensiva, rimangono invariate e segnano alcuni problemi strutturali. Per il Cosenza, anche la gara di Ravenna ha confermato che si commettono troppi errori, e non solo tra i difensori che non possono certo annoverarsi tra il fiore all'occhiello della squadra. Ci sono problemi come quelle delle imprecisioni sotto porta, come quella degli errori di Biancolino, stavolta anche dal dischetto, oppure i quasi gol di Danti che anche contro la formazione romagnola ha colpito un palo e giocato bene, ma senza concretizzare alcunché riguardo la fase offensiva.
Risalendo la china della squadra ci sono questioni aperte che non convincono, nonostante la buona predisposizione dei singoli che in questo campionato hanno sempre dato il massimo possibile e in ogni circostanza. Il reparto arretrato, compreso il portiere che spesso non difende con ordine lo spazio porta, sono sotto la lente d'ingrandimento dei problemi aperti. Il Cosenza, evidentemente, non riesce neanche ad esser compatto, come Toscano vorrebbe, soprattutto nelle gare lontano dalle mura ma che dove per gli avversari segnare diventa difficile, o quasi impossibile viste le sole tre reti messe a segno. Non è questione di modulo, ma di interpretazione visto che i Lupi in questa stagione giocano bene, con una precisa identità di gioco che si è tradotta in un cammino altalenante, ma che colloca comunque i rossoblu dalla parte alta della graduatoria. Rimane un ibrido, con la classifica molto corta e le possibilità di diventare grandi o rimanere d nel limbo. Bisognerà evidentemente farci l'abitudine, visto che è proprio lo spirito guida di questo girone e di questo torneo a definire una situazione senza leader o squadra che fanno il vuoto. Anche il Verona, al momento unica squadra imbattuta, non riesce a prendere il largo e vivacchia tra pareggi e regali delle inseguitrici che a turno segnano clamorosamente il passo come sta succedendo spesso al Pescara o come è successo domenica scorsa alla Ternana incappata in una sonora scoppola contro il Real Marcianise.
Domenica ancora uno scontro diretto, per l'ultima esibizione interna del girone d'andata. Arriva al San Vito il Portogruaro, una delle migliori realtà del girone che dall'inizio sta mantenendo fede al ruolo di sorpresa e mina vagante, nonostante abbia, un buon organico e un allenatore emergente come Calori.

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