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Quando Postiglione si sfogò con il boss

Basilicata

Secondo i carabinieri, i problemi della giovanile furono l'escamotage per "infiltrare" la squadra

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di FABIO AMENDOLARA Gli investigatori lo definiscono «un monologo». E' il racconto della storia della seconda squadra del Potenza Sport club. Il presidente Giuseppe Postiglione si sfoga con il boss Antonio Cossidente. «Sembra un monologo», scrivono i carabinieri del nucleo investigativo comandato dal capitano Antonio Milone. Ecco il racconto di Postiglione: «Per quanto riguarda la questione di Rocco Quaratino e Tonino Lopiano (all'epoca responsabili del settore giovanile. Poi si sono pentiti e hanno raccontato quello che sapevano agli investigatori, ndr), la situazione è molto particolare… me li sono trovati in casa senza… voglio dire… che io sapessi assolutamente nulla. Feci come ho già fatto l'anno scorso… e non tengo bisogno di fare riflessioni… perché, voglio dire, le cose che ho seguito, le conosco e a te ti dico proprio come sono». I due sono entrati da poco in affari. E il boss vuole capire come funziona. Chiede: «Io vorrei sapere questi soldi dove li prendono loro. Se per caso glieli dai tu… gli dai un budget per mantenere… per mantenere questo… come si dice… questo settore?».

L'ACCORDO
CON ANASTASIOPostiglione non risponde. Ma riprende a raccontare: «Allora, praticamente io faccio l'accordo con Anastasio due anni fa, dove dico, tu gestisci il settore giovanile e ti paghi tutto… dal completino ai palloni alle trasferte… sono bei soldi, 150 mila euro all'anno se ne saltano come niente, e ti paghi anche i tesseramenti. La gestione te la vedi tu… sui ragazzi che porti e che vai riscoprendo facciamo una gestione al 50 per cento, cioè, ti tieni questo ragazzo, si vende, domani ci dividiamo quelle che sono le cose… ma le cose venivano fatte molto arraffate… Anastasio come cazzo gli doveva fottere la mille lire… Magri poi si è venduto qualche giocatore senza che io sapessi niente e si è messo la mille euro nella sacca… e lo mando a cagare». Passa un po' di tempo e Anastasio ci riprova. Chiama Postiglione e gli propone un incontro.

I NUOVI MANAGER
Continua il racconto di Postiglione: «Io mi presento con Michele e Anastasio viene con Rocco Quaratino, Tonino Lopiano e Tonino De Angelis. Arrivano là, parliamo, eccetera. Rocco Quaratino fa vicino a Michele, “ma tu che ci fai qua, che cosa c'entri”… Miche fa… “ma guarda che pirma stavo parlando con Giuseppe e mi sono trovato...”. E Rocco Quaratino a quel punto… “e vabbuo' ma allora tu se vuoi valutare, allora vuol dire che a me non mi pensi… a me non me ne frega niente… anche perché tanto comunque tu con noi devi avere a che fare… perché noi abbiamo fatto un accordo con Anastasio dove abbiamo una carta scritta che Anastasio ha ceduto quel contratto da lui a me e per cui noi abbiamo Tonino De Angelis che è il team manager… Tonino Lopiano che è il direttore sportivo e io che sono il direttore generale». Il boss interviene: «Moggi, Vialli e bottega dei poveri». I due ridono.

ANASTASIO SPARISCE
E Postiglione riprende a raccontare: «A un certo punto Anastasio sparisce, ma sparisce proprio fisicamente. Loro dicono che sparisce anche per la questione dei soldi… vabbuo'… cavoli loro… e loro incominciano a fare, prendono a quello, prendono a quell'altro, fanno tutto quello che devono fare loro e nel frattempo vanno da don Antonio, il papà di Anastasio. Don Antonio si gestisce la struttura e prende quattro o cinquecento euro al mese, glieli danno i ragazzi, secondo quello che gli può fregare… e loro, ma questo l'ho saputo non più tardi di due giorni fa… perché io avevo lo stesso dubbio tuo, dico ma questi come cavolo fanno… sicuro fanno qualche piccolo ngiarm, tipo si fanno fare qualche sponsorizzazione senza fattura… e apparano quei 20, 30, 40 mila euro di sponsor per pagare le spese».

DON ANTONIO
«Poi un giorno viene don Antonio da me e mi dice… chiedo scusa, ma voi mi dovete far capire questi come campano, come fanno. Perché? Perché loro mi hanno fatto una proposta di darmi 120 mila euro all'anno e di pigliarsi in gestione tutta la struttura, allora gli dico di farmi parlare con il presidente… non è che dietro ci sono loro… c'è il presidente? E allora voleva sapere poi da me se c'ero io dietro…. Una volta che ha capito che non c'ero io dice: “ma allora questi visto che sono pure certi personaggi… ma allora chi c'è dietro?” Io penso che non ci sia nessuno dietro… ho detto però… don Antonio… voi siete cavaliere del lavoro prendete un attimo un pezzo di carta e una penna… voi quante persone siete qua vitto e alloggio? Una cinquantina? Benissimo… voi quanto prendete al mese? Circa 500. Bene 500 per 50 quanto fa? Sono 25 mila euro al mese. Portate a casa 300 mila euro all'anno. Bene… sopra questi 300 mila euro quanti ne potete avere spese? Cento mila? Benissimo… cento ve li vogliono dare a voi e cento probabilmente se li vogliono tenere loro…». Annotano i carabinieri: «La gestione del settore giovanile stava cominciando a generare una certa insofferenza in Postiglione. Questa situazione di incipiente incompatibilità viene immediatamente carpita da Possidente per introdurre i propri uomini di fiducia all'interno del Potenza».

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