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Questioni di gay tra Pd e Pdci
scoppia la polemica a Polistena

Basilicata

Il segretario del Partito democratico Massimo Frana attacca l'assessore provinciale Michele Tripodi. La querelle non accenna a placarsi

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Parla Frana. Il segretario del Partito Democratico, dopo qualche giorno passato in veste di “spettatore interessato” del botta e risposta tra il Pdci, il Pd e l'Arcigay calabrese, interviene nella polemica. E lo fa “a gamba tesa”, entrando di prepotenza nel problema. «Sono sconcertato - scrive Frana - dai ripetuti, feroci attacchi che in questi giorni ricevo dal segretario della sezione del Partito dei Comunisti Italiani di Polistena, Michele Tripodi, e dalla sezione tutta per quel che riguarda i suoi organismi direttivi. Attacchi carichi di livore ed odio e del tutto gratuiti se si considera che essi nascono in risposta a degli attestati di solidarietà che mi sono pervenuti dal presidente di Arcigay Calabria, Federico Cerminara, prima, e successivamente, dalla sezione del Partito Democratico di Polistena, di cui sono segretario. Una solidarietà, di cui sono grato, legata alle pesanti offese personali che ho ricevuto nell'ultimo manifesto pubblico del Pdci di Polistena e di cui chiederò conto nelle sedi opportune». Il segretario democratico torna indietro all'ultima seduta del consiglio comunale, quando è stato egli stesso a chiedere pubblicamente al suo omologo del Pdci pubbliche scuse per le affermazioni che ritiene offensive. Una richiesta, questa, che non ha sortito l'esito sperato, e che, anzi, ha visto Tripodi rilanciare, chiedendo a Frana di procedere per come lo stesso segretario Pd aveva detto di aver intenzione di fare. «Gli attacchi da me subiti in questi ultimi giorni attestano in modo evidente l'odio e il livore che alcuni componenti del Pdci nutrono nei miei confronti, soprattutto se si pensa che tali attacchi non nascono da alcun mio comunicato o manifesto concernente le offese ricevute, ma da attestati di solidarietà, i cui estensori non vengono neppure presi in considerazione, accecati come si è da una 'rabbia' che lascia senza parole e indirizzata unicamente verso di me». Sembra chiara, a questo punto, la volontà di Massimo Frana di procedere, eventualmente, per vie legali contro il manifesto della sezione del Pdci, e sembra altrettanto intenzionato a chiarire il suo percorso politico, allorquando, nel 2002 lasciò il Pdci per fondare la Margherita. Partito cofondatore del Partito Democratico, nel quale Frana è confluito dopo la nascita. Un percorso, questo, che lo stesso definisce «coerente». «Non ho mai ricevuto - aggiunge - alcuna forma di sostentamento da parte del Pdci, né ho ricevuto alcuna solidarietà quando nella seconda metà del 2001, ancora assessore, sono stato vittima di una gravissima aggressione a sfondo omofobico. La mancata partecipazione alla discussione e alla votazione, durante il Consiglio Comunale del 13 marzo scorso, da parte di Michele Tripodi, del Regolamento contro le discriminazioni sessuali va ancora chiarita, essendosi Tripodi allontanato dall'aula proprio su quel punto».

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