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Il Torino, perde col Crotone e cambia allenatore.
Cairo esonera Colantuono e contrattualizza Beretta.

Basilicata

Non trova pace la squadra granata dopo la retrocessione dello scorso anno.
Dopo un buon avvio di campionato anche tra i cadetti continua la crisi.

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Il Torino riparte da Mario Beretta. Il tecnico milanese è il sesto allenatore dell’era Cairo (il nono avvicendamento effettuato dall’editore alessandrino sulla panchina granata considerati i tre mandati di De Biasi e i due di Novellino). L’ex condottiero di Siena e Lecce ha preso il posto di Colantuono, esonerato in seguito alla sconfitta interna contro il Crotone. Il compito di Beretta sarà quello di risollevare le sorti di una formazione partita con i favori del pronostico, ma scivolata al sesto posto dopo un inizio di stagione incoraggiante. Oltre a quello di dare un’identità precisa alla squadra, l’altro compito del neo allenatore granata sarà quello di restituire serenità ad un ambiente scosso dalla contestazione dei tifosi, oramai a ferri corti contro la società e gli stessi giocatori, incapaci di conquistare la vittoria negli ultimi cinque turni. Una sfida che è stata prontamente raccolta da Beretta, che prima di accettare l’offerta di Cairo aveva declinato la proposta di un ritorno a Siena: «Qualche settimana fa ho avuto la possibilità di ottenere un buon contratto su una panchina di serie A. – ha spiegato il tecnico meneghino – Non ho ritenuto però che ci fossero i presupposti per riprendere per la terza volta l'avventura sulla panchina del Siena. Venendo a mancare entusiasmo e convinzione, ho preferito rinunciare e aspettare la chiamata di un’altra società. È toccato al Torino ed io sono orgoglioso di essere scelto per guidare un club dalla storia e dal blasone così importanti».
Beretta, che in apertura di conferenza ha espresso parole di stima nei confronti del suo predecessore, è pronto a lavorare anche sull'aspetto psicologico con i giocatori: «Non è con le urla che si dimostra di possedere grinta e carattere, anche se, ovviamente, anche a me è successo di dover alzare la voce. Nella mia carriera non ho mai incontrato, comunque, un solo giocatore che scendesse in campo o si allenasse senza il massimo impegno. È perfettamente normale che i tifosi siano delusi dopo una serie di risultati negativi, ma mi auguro che con il lavoro riusciremo a risolvere, per gradi, questa difficile situazione e quindi anche a riconquistare la fiducia del nostro pubblico. Dovremo cercare di ripartire, prendendo come base la forza del nostro organico, che mi sembra assolutamente competitivo».

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