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Commissione rifiuti in Calabria,
a Reggio le cosche infiltrate nel settore

Basilicata

Dalla visita della Commissione d'inchiesta sul settore rifiuti in Calabria emerge un quadro di penetrazione capillare della criminalità nel settore dello smaltimento dei rifiuti

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Nella provincia di Reggio Calabria ci sono decine di famiglie di 'ndrangheta interessate al ciclo dello smaltimento dei rifiuti ed un centinaio di aziende che non hanno avuto rilasciato il certificato antimafia.
E' quanto è emerso nel corso della visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie che stamani ha sentito, tra gli altri, il prefetto Francesco Antonio Musolino ed il questore Carmelo Casabona. Ai componenti la commissione, secondo quanto si è appreso, sono state presentate tre pagine piene di nomi di cosche della provincia, divise per area d’influenza che sono interessate agli illeciti più vari. Un quadro di penetrazione capillare della criminalità nel settore dello smaltimento dei rifiuti che è stato definito allarmante dai commissari.
L'esito delle audizioni
La capacità di ricezione delle discariche pubbliche calabresi terminerà entro gennaio o febbraio del prossimo anno. È quanto emerso nel corso delle audizioni fatte stamani, a Reggio dai componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, presieduta da Gaetano Pecorella, che resteranno in regione per tre giorni.
È stato il commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Calabria, Goffredo Sottile, a riferire la circostanza ai componenti la Commissione, spiegando che sino a quando non potranno entrare in funzione le nuove discariche in fase di costruzione, occorrerà trovare una soluzione transitoria.
Nel corso delle audizioni, sono emerse anche le difficoltà per la realizzazione della seconda linea del termovalorizzatore di Gioia Tauro. In particolare, secondo quanto riferito ai commissari, si sta aprendo una fase di contenzioso che va ad aggiungersi a quella già esistente sulla prima linea. È stato calcolato che il contenzioso attuale sul pregresso è già pari a due volte e mezzo al costo originario dell’impianto.
Alla commissione, vista la situazione attuale, è stato prospettato come sia improbabile che il regime commissariale possa terminare al 31 dicembre 2009. Pecorella, al termine della prima fase di audizioni, incontrando i giornalisti, ha sottolineato «il quadro allarmante che è emerso. Un allarme dovuto sia rispetto alla capacità residua di discarica, sia per il contenzioso in atto sull'impianto di Gioia Tauro e sulla sorte del raddoppio della linea del termovalorizzatore».
La Commissione ha sentito stamani, anche l’assessore regionale all’ambiente Silvio Greco, il sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti. Nel pomeriggio di oggi, saranno sentiti i rappresentanti delle associazioni degli ambientalisti, degli industriali e dell’Arpacal e i magistrati del distretto di Reggio Calabria.

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