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Petrolio, i cinque esclusi

Basilicata

I sindaci di Accettura, Cirigliano, Castelmezzano, Pietrapertosa e Stigliano scrivono alla Regione: non sono stati considerati fra i comuni "petroliferi", così com'era stato invece promesso, nell'avvi

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CI SPERAVANO. Si sentivano ormai parte di quel “club del petrolio” che tanti soldi aveva portato nelle casse dei comuni interessati. Ed ecco perché è stata così forte la delusione degli amministratori di Accettura, Castelmezzano, Cirigliano, Pietrapertosa e Stigliano quando non si sono visti compresi fra i comuni petroliferi dell’ultimo bando della Regione: “Programma Operativo Fesr Basilicata 2007/2013”.
Ed ecco perché - come ha spiegato ieri il sindaco di Castelmezzano Domenico Antonio Cavuoti in rappresentanza di tutti e cinque - hanno scritto una lettera alla Regione chiedendo un incontro urgente.
Un anno fa questi cinque comuni riuscirono a farsi riconoscere uno status che - a parere degli amministratori locali - spettava loro da tempo: quello dei paesi interessati alle estrazioni di idrocarburi,.
«A Stigliano ad esempio - spiega Cavuoti al telefono - passano 7-8 chilometri dell’oleodotto che dalla Val d’Agri porta a Taranto. I territori di Castelmezzano e Pietrapertosa saranno comunque interessati per l’estrazione dal giacimento di monte Caperrino (venne vietata, ma le compagnie comunque vogliono estrarre greggio con trivelle che procederanno in orizzontale e non in verticale). L’oleodotto sfiora anche il territorio di Cirigliano. Per non parlare della strada per il Centro Olio della Total, che non interesserà solo Corleto Perticara. Infine, quando entrerà in funzione Tempa Rossa, anche noi ospiteremo pozzi». Insomma, per ora gli effetti collaterali della produzione di idrocarburi, in futuro protagonismo pieno.
Ed ecco perché i cinque comuni vennero inseriti nella cosiddetta “Tabella A”.
«Nei mesi scorsi - aggiunge Cavuoti - siano anche stati contattati dalla Regione che ci rassicurava: stavano cercando il modo migliore per farci partecipare».
Poi, la doccia gelata: il bando dei Fesr. Fra i 50 milioni di dotazione, dodici - provenienti dal Programma operativo Val d’Agri - sono destinati a chi fa parte della Tabella A. Che però misteriosamente non li comprende più. Dunque, nessun finanziamento “dedicato”, pur essendo possibile partecipare in generale all’avviso.
Ed ecco che, prima ancora di alzare il telefono e chiedere il perché dell’ostracismo, i cinque comuni seguono le vie formali e inviano la lettera pubblica.
Cavuoti, insieme a Nicola Buonanova di Accettura, Tommaso Antonio Romeo di Cirigliano, Antonio Pasquale Stasi di Pietrapertosa e Leonardo Digilio di Stigliano, scrive alla giunta chiedendo un incontro urgente con il presidente Vito De Filippo e l’assessore alle Attività produttive Gennaro Straziuso.
«Noi a Castelmezzano, se avessimo quei soldi - assicura Cavuoti - li useremmo per spingere sulla strada del turismo, la linea strategica che stiamo seguendo da qualche tempo con il Volo dell’Angelo e altre iniziative». E ricorda anche di una zona Pip che sta sorgendo vicino ad Albano Scalo, sulla Basentana. «Già è venuta la “Stefano Ricci Spa” che fa cravatte di superlusso - ricorda - e speriamo in un effetto imitazione». Esserci o meno nella Tabella A potrebbe fare la differenza.
ro. pe.

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