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Dipendenti Omega in piazza: No ai tagli

Basilicata

A Reggio lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali per protestare conto la decisione del gruppo Ansaldo Breda di ridimensionare gli organici dai quattro stabilimenti italiani

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Larga partecipazione delle maestranze delle Omeca di Reggio Calabria allo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze di fabbrica per protestare conto la decisione del gruppo Ansaldo Breda di ridimensionare gli organici dai quattro stabilimenti italiani che producono materiale rotabile. I lavoratori hanno dato vita ad un sit – in davanti a palazzo San Giorgio, sede del Comune, e una delegazione è stata ricevuta dall’assessore al lavoro Candeloro Imbalzano, al quale sono stati partecipati i timori dei lavoratori sul futuro dello stabilimento reggino. La vicenda sarà seguita costantemente dal Comune che ha chiesto al Prefetto della città dello Stretto un tavolo istituzionale con la partecipazione anche della Provincia e della Regione. La decisione di ridurre di oltre seicento unità gli organici degli stabilimenti del gruppo ( che sono Napoli, Pistola, Palermo e Reggio Calabria) è stata assunta nel corso di un incontro romano. La quota di lavoratori di cui, prossimamente, dovrebbero fare a meno le Omeca non è stato ancora stabilito. Al di là di questo, per mancanza di commesse, si teme lo smantellamento dell’insediamento produttivo di Torre Lupo, che attualmente impegna oltre 450 maestranza. In atto l’industria di Reggio Calabria produce materiale rotabile per le metropolitane di ultima generazione e per i treni regionali.

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