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Perugia-Potenza: calci, pugni e scommesse

Basilicata

Negli atti delle procura antimafia la ricostruzione della gara sospetta

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di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Mentre la curva intonava «rispettiamo solo i pompieri», come emerge dal verbale di deposizione dell’arbitro, due scagnozzi di Giuseppe Postiglione, il presidente del Potenza Sport club finito in carcere perché taroccava le partite e poi ci scommetteva su, gli consegnavano le ricevute delle scommesse. Le puntate erano state effettuate in due agenzie diverse. Una di Alba Adriatica e una di Giulianova. La somma: 4.500 euro.
I bookmakers davano la vittoria del Potenza, fuori casa, undici a uno. Anche perché al Perugia quei tre punti servivano per la promozione in serie B. Gli investigatori non hanno la certezza che si tratti di una delle partite truccate.
Di certo sanno che Postiglione ha scommesso tanto e vinto oltre 20 mila euro.
«L’incontro - ricostruiscono gli investigatori - non si concludeva serenamente, poiché i giocatori del Potenza, dopo la fine della partita vinta grazie a un gol di Ciro De Cesare, uscivano dagli spogliatoi all’improvviso, invocando l’aiuto delle forze dell’ordine a causa delle forti contestazioni, sfociate addirittura in atti di violenza». E’ proprio Postiglione a dare maggiori elementi agli investigatori. Nel corso di una telefonata si lascia scappare: «Siamo dovuti venire a vincere a Perugia... questi pezzi di merda. Gioacchino, io non voglio farti vedere come sono, sono tutto tumefatto, mi hanno massacrato di palate negli spogliatoi... ci hanno uccisi. Ha suonato la carica il direttore Martino, con tutti i giocatori, Accorsi, Califano, Poggioni... Ho la camicia strappata, la cravatta rotta». Poi i due fanno riferimento «al sistema». Quello del suo giro. Il sistema delle scommesse illegali. «Il sistema... per forza... sono cari amici».
Ma che quella domenica dovesse esserci «una guerra» qualcuno l’aveva previsto. Cesare Montesano del "servizio d’ordine" di Postiglione è a telefono col calciatore Rino Juliano. Dice: «Quindi il Perugia ce la può fare? A noi domenica è una guerra eh?». Juliano gli spiega che il Potenza va a Perugia con la salvezza in tasca. Dice: «Hai capito? Il Potenza si è salvato... hanno tolto otto punti al Lanciano e si sono salvati automaticamente».
«Lo sfogo dei sostenitori e dei giocatori del Perugia - secondo gli investigatori - era sostanzialmente riconducibile alla vittoria alquanto inaspettata e improbabile del Potenza. Infatti la compagine potentina, in sostanza già matematicamente salva, presentava una qualità tecnico-tattica complessivamente inferiore rispetto a quella perugina».
In sala stampa, l’allora allenatore del Perugia Antonello Cuccureddu commentò: «Quelli del Potenza non sono rientrati negli spogliatoi? forse hanno la coscienza sporca».
E c’è chi racconta che nella città umbra c’erano tifosi che facevano nomi e cognomi di qualche giocatore del Perugia visto in questa o quella agenzia a scommettere sul filotto di cinque partite perse in casa dai grifoni tra dicembre e gennaio di quell’anno con le ultime in classifica, e con le conseguenti vincite da decine di migliaia di euro a botta.
Proprio Cuccureddu qualche anno prima, a telefono, parlava di Angelo Fabiani, uno degli interlocutori di Postiglione. Quelle però erano le telefonate di "Calciopoli".
Diceva Cuccureddu: «Io so che Fabiani, lui dove va va le squadre le costruisce bene... però bisogna stare attenti...». Attenti o no quella partita Cuccureddu l’ha persa.

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