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Il presidente speculatore

Basilicata

Ecco gli affari di patron Postiglione, gli intrecci finanziari del Potenza: partite truccate, scommesse illegali, assegni post datati e "tangenti" per far giocare i ragazzini

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di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - I soldi delle scommesse, i soldi delle partite truccate, i soldi degli ingaggi standard e di quelli “dopati”, i soldi dei genitori dei calciatori della seconda squadra, i soldi «della lega» e quelli per la «valorizzazione delle società». I soldi spesi: quelli per pagare in contanti i calciatori al momento dell’ingaggio. Quelli risparmiati: per i debiti contratti con i dipendenti. Quelli «a nero», che avanzava l’ex allenatore Pasquale Arleo. E quelli in titoli, tutti postdatati, che doveva incassare l’allenatore Eziolino Capuano. E’ stato lui stesso a consegnarli al sostituto procuratore antimafia Francesco Basentini, il magistrato che con i carabinieri del nucleo
investigativo conduce l’inchiesta sulle partite truccate con metodo mafioso.
Giuseppe Postiglione, 27 anni, il presidente ragazzino, con il Potenza Sport club voleva arricchirsi. Postiglione lo speculatore al telefono, intercettato, si lascia scappare: «Faccio una cosa tipo Manfredonia... là hanno fatto soldi veri... quelli, ogni partita, tra contributi lega e valorizzazioni delle società... prendono 20 o 25 mila euro a partita».
Il Postiglione raccontato nelle migliaia di pagine che i carabinieri del capitano Antonio Milone hanno raccolto in oltre un anno d’indagine appare come un vero affarista. Uno che, come dice un certo Enzo mentre parla con mister Arleo a telefono, «per dieci mila euro, per cinque mila euro, se la fa mettere in quel posto». Dice Arleo: «Domenica lo hai visto, sul due a due ha fatto entrare quei due impiastri che i genitori gli danno i soldi e ha fatto perdere pure la partita, lo ha fatto con intelligenza stavolta...». Enzo: «Fa tanto il moralista contro il sindaco, contro l’assessore, poi per dieci mila euro... se devi fare il moralista devi tenere le palle fino alla fine e devi andare avanti... non che fai il buffone e poi per cinque mila euro fai mettere lo sponsor per due partite o ti fai dare dieci mila euro da un genitore per far mettere in panchina il figlio che fa la riserva nella Berretti... e un altro che viene dal dopolavoro ferroviario». Arleo: «Quella della partita con la Salernitana è stata la punta dell’iceberg...».
Arleo va giù duro. Ma ancora non sa, forse, che Postiglione ha in mente di non dargli più un euro.
Quando se ne accorge si lamenta a telefono con un giornalista: «A parte che non mi ha dato un centesimo... poi ha detto ai giocatori: “No, io al mister non gli pago né i premi col Gallipoli, né i premi salvezza». Il giornalista risponde: «E com’è... è a corto di liquidi?». Arleo: «Nooo...». Il giornalista: «Ha finito tutti i soldi della Salernitana?». Sono i 150 mila euro della combine.
La speculazione Postiglione la fa anche sulle spese legali. Svela Arleo: «Mi ha fregato sul fatto.... i soldi dell’avvocato me li anticipò lui e una parte la doveva pagare lui e una parte io, ma come mi ha fatto firmare le ricevute risulta che io ho pagato tutto... hai capito? Per cui sono 8.500 euro che... praticamente come se io non dovevo avere più niente... anzi, alla fine, se vai a vedere sono io che devo dare a lui... siccome ora avanzo 7.800 euro... e lui ora sta giocando su questo fatto qua... quindi ora vediamo fin dove vuole arrivare... ora, quindi, gli ho mandato un messaggio... ho detto... apra la tomba e muoia Sansone e tutti i filistei...». Ma non è solo Arleo a restare a bocca asciutta: «I cinque mila euro di premi... prima si poi no... domani, dopodomani, poi... poi no mo li devo dare io perché ad Arleo non glieli devo dare... ad Andrea Santarsiero non glieli devo dare... hai capito... 1.800 là, 1.700 qua... alla fine si è risparmiato nove o dieci mila euro». Così reggeva la squadra Postiglione. Con i «risparmi», che sono debiti, e con «i soldi a nero». E’ ancora una volta una telefonata di Arleo a svelare quello che accadeva con i conti del Potenza Sport club. L’interlocutore è Postiglione. Il mister dice: «Mi servono un po’ di soldi... domani ci possiamo vedere? Perché il nero che è rimasto...». Il nero. E aggiunge: «Fatemi un conteggio... quella parte là... fammi stare tranquillo... non è che hai accontentato gli altri e non accontenti me adesso?».
Completa il quadro mister Capuano: esibisce, in originale, cinque assegni emessi da Postiglione. Tutti postdatati.

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