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Sfratto con aggressione

Basilicata

L'ex assegnataria aveva già avuto in dote una casa popolare, ma non voleva lasciare quella a Bucaletto

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A quel fabbricato - si erano accertati dopo i dovuti controlli tanto l'amministrazione comunale che gli agenti della polizia municipale - non aveva più diritto. Del resto, l'ex assegnataria di uno dei circa cinquecento prefabbricati della cittadella di Bucaletto aveva avuto, dopo anni di attesa, una delle nuove case popolari realizzate a Macchia Romana, per cui meno di un anno e mezzo fa è stato tagliato il nastro. Ma ieri, quando gli agenti della polizia municipale sono andati ad eseguire lo “sfratto”, la dismissione del fabbricato, l'ex assegnataria ha avuto una reazione “dura”. A farne le spese un'agente del corpo della polizia locale che è stata aggredita riportando alcuni danni, fortunatamente guaribili in alcuni giorni di prognosi.
Erano diversi mesi che su quel prefabbricato l'amministrazione e i vigili stavano facendo controlli. Apparentemente vuoto, stando almeno alle carte ufficiali, visto che l'assegnataria storica aveva avuto in dote, giustamente, una casa popolare dal comune a Macchia Romana: tot metri quadrati in base al nucleo familiare.
Ma sembra che proprio uno dei membri del nucleo che avrebbe dovuto seguire la famiglia nel nuovo alloggio abbia continuato saltuariamente a risiedere nel fabbricato, quando tornava nel capoluogo. Fatto sta che la regola vale per tutti e così, dopo diversi controlli e il dovuto preavviso gli agenti della polizia municipale, con i dipendenti del comune, giovedì mattina si sono recati presso il fabbricato. Era chiuso: porta d'ingresso forzata e avvio delle procedure di inventario prima di portare mobili e suppellettili all'interno nel deposito comunale.
E' la procedura standard: poi il proprietario dei beni può andare a ritirarli presso il deposito. Poco dopo che le operazioni di sgombero del fabbricato erano cominciate, l'ex assegnataria, però, sembra abbia raggiunto i locali dalla sua vecchia residenza: ne è nato uno scontro dai toni accesi e a farne le spese una vigilessa in servizio, che è stata subito soccorsa, medicata e tenuta sotto controllo. Sul posto è intervenuta anche la Polizia di Stato.
Alla fine, con difficoltà, lo sgombero è stato portato a termine e il prefabbricato, ormai svuotato, è stato subito riassegnato a un altro avente diritto che, a sua volta, già risiedeva nella Cittadella. Il nuovo assegnatario ha così lasciato un prefabbricato più vecchio che versava in peggiori condizioni e che potrà essere abbattuto. La logica seguita dall'amministrazione, salvo complicazioni, è quella di svuotare man mano i prefabbricati per abbatterli di volta in volta. Serviranno altri anni per portare a termine l'intera operazione: questa è la città dell'emergenza post sisma che ancora non ha placato il bisogno abitativo di numerose, sempre più famiglie, in difficoltà.
Ma nel frattempo «è importante stabilire un principio di legalità». Così, l'assessore con delega a Bucaletto, Donato Pace, raggiunto telefonicamente, esprimendo solidarietà all'agente aggredita, mentre svolgeva semplicemente le proprie funzioni, prova a spiegare come «sia più che giusto venire incontro alle esigenze di chi non riesce farcela ogni giorno. Certo che è doveroso mettere in piedi ogni tentativo utile per lenire il disagio. Ma nel caso specifico l'azione di “sfratto” è stata giusta, visto che non vigeva più il diritto di abitazione. E' proprio a partire dal principio di legalità che si aiuta chi ha maggiore diritto al sostegno. Quel prefabbricato non poteva più essere nella disponibilità di chi ha già avuto una casa assegnata. Il diritto ora è di un'altra persona» a cui la struttura, ha spiegato l'amministrazione, è stata assegnata.
Sara Lorusso

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