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Politica, il Pdl perde pezzi

Basilicata

Dopo il no da parte dell'ex presidente di Confindustria, Attilio Martorano ieri RobertoFalotico e Peppino Molinari hanno ufficializzato il loro divorzio dal Popolo della libertà

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Un altro schiaffo al Pdl. Dopo il no da parte dell'ex presidente di Confindustria, Attilio Martorano ieri RobertoFalotico e Peppino Molinari hanno ufficializzato il loro divorzio dal Popolo della libertà. In pratica da quanto si è appreso durante l'incontro pubblico che si è svolto al Grande Albergo di Potenza, i Dec di Falotico, i “Liberi e forti” di Vincenzo Giuliano, i Socialisti, di Peppino Ferraro, e Peppino Molinari (e i suoi fedelissimi) hanno deciso di “sposare” il progetto politico di Francesco Rutelli “Allenza per l'Italia”. Il movimento che per il momento in Basilicata ha un titolare preciso: Vilma Mazzocco.
Il progetto nasce dall'idea di convergere tutte le forze moderate di centro che non stanno nè con il centrosinistra e nè con il centrodestra in un unico contenitore. Quello di Rutelli e Mazzocco appunto. «Facendo un passo indietro e rinunciando anche alle proprie aspirazioni». Hanno ripetuto un pò tutti i dirigenti di movimenti e partiti che hanno preso la parola dal palco del Grande Albergo potentino.
Ora però come si farà questa alleanza ancora non è ben chiaro. Rutelli da Potenza una decina di giorni fa è stato chiaro: «Mai con il centrodestra che è sempre più destra e mai con Berlusconi». Ai giornalisti Falotico, Molinaro, Ferraro e Giuliano hanno solo spiegato che saranno alla convention nazionale di Francesco Rutelli a Parma il prossimo fine settimana. Insomma la sensazione è che un matrimonio tra tutti i centristi che alle scorse amministrative hanno fatto coppia con il Pdl (con Aurelio Pace candidato alla presidenza della Provincia e Peppino Molinari al Comune capoluogo di reione) e il fondatore della Margherita nazionale possa convenire un pò a tutti.
«Ma senza mettere in discussione la leadership regionale di Vilma Mazzocco», è stata l'ammissione dal palco. Ed è il possibile elemento di incontro.
Non sarà una fusione però. O almeno ieri è stata considerata una domanda “scomoda” del cronista. «Perchè non siamo una bustina di zucchero che si scioglie in un momento». Hanno precisato Ferraro, Molinari e Falotico su tutti.
Da autorevoli indiscrezioni romane, intanto, sembra che insistenze a Rutelli da parte dei moderati lucani ce ne siano state. E sembrerebbe che l'ex sindaco di Roma, dopo aver “blindato” la leadership della sua pupilla Mazzocco sia pronto a tendere una mano. I vantaggi sarebbero per entrambe le parti. Rutelli si troverebbe una rete o meglio un'organizzazione partitica già radicata sul territorio. E potrebbe già mirare a superare in Basilicata l'Udc di Casini alle prossime regionali. Cosa che alzerebbe il prezzo in vista di una trattativa nazionale proprio tra Casini e Rutelli per le prossime elezioni politiche.
Per Falotico, Giuliano, Molinari e Ferraro si aprirebbero invece, prospettive nazionali che l'attuale dimensione solo regionale non garantisce. Per la cronaca comunque, alla riunione di ieri per Alleanza per l'Italia, Mazzocco non c'era. «E' impegnata a Roma per l'organizzazione della manifestazione di Parma», è stato detto. C'era invece Carmine Nigro, ex presidente della Provincia di Matera ed ex dei Popolari uniti fresco di militanza rutelliana.
E non c'era nemmeno Francesco Mollica, leader della Federazione di centro. Unico dell'alleanza con il Pdl nella scorsa primavera che con il patto con l'Mpa sembra voler rimanere con Viceconte, Taddei e Digilio.
Salvatore Santoro

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