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Catanzaro: Why Not, rito abbreviato anche
per Enza Bruno Bossio

Basilicata

Oggi si sarebbe dovuta svolgere la requisitoria della pubblica accusa, rappresentata dai sostituti procuratori generali Eugenio Facciola e Massimo Lia, ma l’impedimento di quest’ultimo ad essere in au

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Anche Vincenza Bruno Bossio (in foto) e Rinaldo Scopelliti hanno chiesto il giudizio abbreviato nell’ambito dell’udienza preliminare per le 98 persone coinvolte nell’inchiesta «Why not», relativa a presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici destinati alla Calabria.
Nell’inchiesta, avviata dall’allora sostituto procuratore Luigi de Magistris e poi avocata dalla Procura generale di Catanzaro, si ipotizzano complessivamente l'associazione per delinquere, l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti, la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, la frode nelle pubbliche forniture, il peculato, la corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, l’istigazione alla corruzione, l’estorsione, la falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.
All’udienza di oggi, davanti al giudice Abigail Mellace, avrebbe dovuto iniziare la requisitoria della pubblica accusa, rappresentata dai sostituti procuratori generali Eugenio Facciola e Massimo Lia, ma l’impedimento di quest’ultimo ad essere in aula ha reso necessario il rinvio a lunedì.
La requisitoria dovrebbe proseguire anche giorno 15 dicembre, mentre il 17, 18 e 21 dicembre dovrebbero essere dedicati alla discussioni dei difensori degli imputati per i quali prosegue la normale udienza preliminare. Gli abbreviati, che a questo punto sono diventati 37, avranno inizio il 15 gennaio, e proseguiranno secondo un calendario che prevede udienze anche il 18, 19 e 21 gennaio, dedicate alla requisitoria della Procura. Tra gli altri, hanno chiesto il rito alternativo Antonio Saladino, ex leader della Compagnia delle opere in Calabria e principale indagato di «Why not».
Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria; Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Regione Calabria. L'inchiesta «Why not» conquistò la ribalta delle cronache soprattutto per il coinvolgimento dell’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, la cui posizione è stata archiviata nell’aprile dello scorso anno, e dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, per il quale l’Ufficio gip ha disposto l’archiviazione alcuni giorni fa.

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