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L'intervento di Adeltina Salierno

Basilicata

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«Sono onorata come donna - ha detto nel corso della conferenza, il consigliere regionale del Pd, Adeltina Salierno - e come rappresentante della massima istituzione lucana, di partecipare alla conferenza, con la convinzione che essa sia un’importante occasione per mettere al centro il ruolo delle donne lucane nel mondo, attraverso lo sviluppo del progetto ‘Leadership al femminile’, messo a punto dal Dipartimento della Giunta regionale della Basilicata. Papa Giovanni Paolo II – ha aggiunto – nella sua ‘Lettera alle donne’, in occasione della IV conferenza delle donne a Pechino, scrisse: ‘Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilita’ tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani’. Nascere donna infatti – dice Salierno – è già una professione ed oggi fare che questa professione venga valorizzata ed incentivata affinché possa contribuire allo sviluppo sociale, culturale, economico e politico dei Paesi, è ormai una possibilità concreta della nostra società. Sarà sempre più vero e possibile, infatti, grazie alle donne, far emergere i caratteri contraddittori di una società basata soltanto su criteri spesso troppo tecnici di efficienza e di produttività, e contribuiremo a riformulare il sistema a tutto vantaggio dei processi di umanizzazione che delineano una nuova società”.

“E’ necessario, dunque – ha sostenuto il consigliere Salierno – mettere a sistema le innovazioni, le competenze e le idee che le donne lucane hanno portato e portano nel mondo, mirando con il premio biennale che sarà istituito dal progetto, a valorizzare e a dare un’immagine di alto profilo internazionale, dando così significato alle esperienze premiate. Non solo, quindi, il ricordo, l’analisi e lo studio da un punto di vista storico-culturale e sociale, ma anche e soprattutto, momento di cooperazione attiva tra le varie istituzioni ed associazioni dei lucani all’estero per rendere il fenomeno migratorio una ricchezza delle Nazioni ed un momento per fare rete e valorizzare le esperienze. Una nuova storia, appunto, dell’immigrazione: attiva, dinamica che guarda al futuro considerandosi una risorsa, non più un problema. Solo così potremo guardare con orgoglio, nonostante tutto, e riuscire a restituire ai figli delle generazioni lucane il giusto peso sociale. Un percorso partecipato – ha sottolineato Salierno – che porterà a conoscenza delle reali esigenze delle donne lucane all’estero, ma che servirà, soprattutto, per mettere in cammino ed in relazione le esperienze maturate in ogni campo e favorirne di nuove sempre più innovative. In questi anni, grazie all’impegno della Commissione dei Lucani all’Estero, abbiamo stabilito relazioni sempre più forti con la nostra gente sparsa nel mondo e abbiamo potuto verificare la presenza di un’altra Basilicata, dinamica, attiva, moderna, alla quale abbiamo voluto prestare attenzione e realizzare momento di ascolto fattivo. Due Basilicata, che abbiano l’interesse di fare incontrare rendendole concrete le prospettive e favorendo meeting istituzionali come questo, mettendo in rete le ‘expertise’ delle pubbliche amministrazioni e delle imprese, oltre che le esperienze social i e culturali. Creare uno Sportello Basilicata interamente dedicato alle donne – ha rimarcato Salierno – rappresenta un passo in avanti ulteriore, in grado di aumentare la conoscenza della condizione della donna lucana all’estero, oltre che per approfondire esperienze femminili di grande valore”.

“Siamo partiti – ricorda Salierno – come Regione Basilicata dalla legge costitutiva degli anni ’90 sui lucani all’estero, sperimentando, nel corso di questi anni, un’evoluzione significativa dell’idea stessa di emigrato, fino a dare impulso ed importanza alle specificità che vivono i lucani all’estero. Percorso che vede, dunque, il completamento di una fase con questa Prima Conferenza mondiale dedicata alle donne lucane nel mondo. Può e deve essere, questa, una sperimentazione interessante, non solo dal punto di vista sociologico e culturale, ma quale preziosa occasione di implementazione di politiche pubbliche rivolte all’integrazione, che garantisce e rafforza gli strumenti della cittadinanza. Consideriamo questa conferenza – conclude Salierno – il percorso che parte da qui e che da qui farà scaturire un primo importante inizio, anzi un importante passo che sia di esempio per le altre comunità emigrate in America Latina, e non solo, rappresentando un fulgido esempio di cooperazione e di nuova integrazione per tutte le donne emigrate nel mondo”.

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