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Omicidio Inzitari, in migliaia a fiaccolata

Basilicata

A Rizziconi il corteo per il diciottenne ucciso a Taurianova. Un cammino per cercare di impostare un lavoro educativo e di reazione nei confronti della criminalità organizzata

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«La sua morte è la nostra forza»: così una compagna di scuola di Francesco Inzitari, il diciottenne ucciso in un agguato sabato sera a Taurianova, ha iniziato gli interventi a conclusione della messa che ha dato il via alla fiaccolata che si sta snodando verso il centro di Rizziconi, dove il giovane viveva e alla quale hanno partecipato alcune migliaia di persone. Il corteo è partito da Casa di Nazareth dove è stata celebrata la messa di suffragio, durante la quale alcuni suoi compagni di scuola, e in particolare la sua insegnante, hanno ricordato il ragazzo. La fiaccolata è nata su iniziativa di alcuni giovani di Rizziconi ma anche del resto della Piana di Gioia Tauro, che hanno voluto in qualche maniera reagire dopo la tragica e barbara uccisione di Francesco Inzitari. I giovani, dopo il funerale celebrato martedì scorso, hanno incontrato don Pino Demasi, referente di Libera, e da lì è partito un cammino di reazione civile e soprattutto un cammino per cercare di impostare un lavoro educativo e di reazione nei confronti della criminalità organizzata. «Credo che questa sera – ha detto don Demasi - stia accadendo qualcosa di molto positivo qui a Rizziconi. Di positivo sia per Rizziconi, soprattutto, ma per tutta la Piana. Infatti sono moltissimi i giovani che son venuti da tutto il territorio della Piana a dire 'ci siamò ed è molto bello dire che finalmente ci sono anche i giovani della Piana e ci sono per voltare pagina. Con la loro presenza, con le loro facce questa sera intendono dire a tutti che la strada del cambiamento è iniziata e allora la morte di Francesco, la morte di tutti gli altri giovani che in questi ultimi mesi sono caduti vittime delle mafie, non è una morte vana. Francesco è morto ma la sua morte è forza e motivo di cambiamento per tutti gli altri giovani. L’augurio appunto è che su questa strada si possa continuare».

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