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Ambiente, l'assessore Greco a Copenaghen
alla conferenza dell'Onu

Basilicata

L’assessore Greco ha incontrato oggi i giornalisti per evidenziare il ruolo della Calabria nel settore ambientale

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L'assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, parteciperà alla conferenza dell’Onu in corso a Copenaghen sui temi dell’ambiente, in qualità di coordinatore degli assessori regionali all’Ambiente d’Italia.
Della delegazione faranno parte anche il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e gli assessori regionali di Liguria e Toscana. L’assessore Greco ha incontrato oggi i giornalisti per evidenziare il ruolo della Calabria nel settore ambientale, anche rispetto alla conferenza in corso. Un appuntamento che, secondo Greco, «rischia di trasformarsi in un fallimento a causa degli egoismi dei singoli Paesi».
Per quanto concerne la Calabria, l’assessore ha evidenziato che la regione «partecipa con la consapevolezza di essere la più virtuosa tra quelle italiane per la sottrazione di CO2. Siamo intenzionati - ha dichiarato Greco – a condurre una battaglia per farsi riconoscere i crediti per le quote di emissione di CO2 derivanti da progetti di riduzione delle stesse. Si tratta della principale misura adottata dall’Unione Europea per adempiere agli impegni presi ratificando il protocollo di Kyoto. Per questo motivo la Regione promuoverà un ulteriore crescita delle energie rinnovabili, sia attraverso la realizzazione e la gestione efficiente di filiere industriali integrate, sia mediante l’installazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili».
Tra i progetti predisposti dalla Regione, «la realizzazione di opere infrastrutturali che hanno effetti sul trasferimento del trasporto delle persone e delle merci attraverso una mobilità sostenibile e si procederà verso l’ottimizzazione dei sistemi di trasporto privato e la riduzione dei consumi energetici negli usi civili e nel terziario.
La Calabria rappresenta oggi – ha aggiunto l'assessore – una regione assai virtuosa di fronte ai rischi dei cambiamenti climatici. Innanzitutto per le sue caratteristiche geografiche e per la bassa densità di popolazione, ma anche per la scarsa industrializzazione e per le sue doti naturalistico-ambientali. Con uno sviluppo di circa 780 km di coste, con oltre 480.000 ettari di bosco, pari a circa 32 % della superficie totale regionale; con altri 136.000 ettari di terre boscate, con 23 aree protette per una superficie di 374.278 di ettari pari al 23 % dell’intera superficie regionale; con 179 Sic per una superficie di 84.172 di ettari pari al 5.7 % della superficie regionale, con 6 Zps per una superficie di 262.255 di ettari pari al 16,4% della superficie regionale, la Calabria si colloca nei primi posti del sistema integrato delle aree protette».
Cifre importanti, dal momento che l’assessore ha evidenziato «che le foreste calabresi possono catturare circa 2 milioni di tonnellate di carbonio l’anno. Inoltre, le aree marine costiere in prossimità degli 800 chilometri di costa sono anche zone di captazione di anidride carbonica per mezzo delle microalghe. La Calabria, dunque, è molto attenta alla produzione di energia rinnovabile la cui produzione fa diminuire le immissioni di CO2 in atmosfera». Altro tema evidenziato da Greco nel corso della conferenza, e che sarà proposto nella conferenza di Copenaghen, è quello dell’acidificazione del mare Mediterraneo che, ha concluso Greco, «porta una riduzione dell’assorbimento di CO2».

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