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Why not, chiesto il rinvio a giudizio per quasi tutti

Basilicata

Proscioglimento totale solo per Antonio Pizzini e Cristina Sanesi

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Il sostituto procuratore generale di Catanzaro, Massimo Lia, ha avanzato le prime richieste di rinvio a giudizio e di proscioglimento nell’ambito dell’udienza preliminare per i 60 indagati nell’ambito dell’inchiesta Why Not sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici. In circa due ore di requisitoria il Pg ha affrontato la posizione degli indagati di sette dei 48 capi d’imputazione. Per quanto riguarda il capo d’imputazione relativo all’associazione per delinquere il Pg ha chiesto il non luogo a procedere per Rocco Leonetti, Francesca Gaudenzi e Cristina Sanesi. Per tutti gli altri indagati è stato chiesto il rinvio a giudizio. Per i capi d’imputazione relativi alle presunte irregolarità nella vicenda del "Censimento del patrimonio Immobiliare" della Regione Calabria (capi 9 e 10 della richiesta di rinvio a giudizio), e per quanto riguarda la realizzazione dei progetti regionali 'Bifor' e 'Infor' (capi 18 e 19 della richiesta di rinvio a giudizio) il Pg ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Per quanto riguarda la vicenda del progetto per la realizzazione "dell’anagrafe Animale" (capo 27 della richiesta di rinvio a giudizio) il Pg ha chiesto il non luogo a procedere nei confronti di Antonio Pizzini ed il rinvio a giudizio per gli altri indagati. L’ultimo capo d’imputazione affrontato dal Pg Lia è stato quello relativo al "Progetto Tristezza" (capo 28 della richiesta di rinvio a giudizio) per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Al momento le richieste di proscioglimento totale riguardano, dunque, Cristina Sanesi e Antonio Pizzini. Nel corso dell’udienza preliminare i difensori di Pierluigi Leone e Rocco Leonetti hanno chiesto l’interrogatorio per i loro assistiti. L’udienza preliminare proseguirà domani mattina quando il sostituto procuratore generale di Catanzaro, Eugenio Facciolla, discuterà della posizione degli indagati negli altri capi di imputazione.
GLI ABBREVIATI. E sono saliti a 38 i riti alternativi che il giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, Abigail Mellace, celebrerà nel prossimo mese di febbraio nell’ambito del procedimento penale seguito all’inchiesta «Why not» a carico di 98 persone. Un altro degli indagati, Pasquale Anastasi, oggi pomeriggio, ha infatti chiesto il giudizio abbreviato. Sempre oggi, hanno chiesto di essere sentiti in aula gli indagati Pierluigi Leone e Rocco Leonetti. In precedenza avevano già chiesto il rito abbreviato: Antonio Saladino, ex leader della Compagnia delle opere in Calabria e principale indagato di «Why not», Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Regione Calabria, Gianfranco Luzzo, Nicola Durante, Aldo Pegorari, Giuseppe Lillo, Mario Alvaro, Sabatino Savaglio, Giovanni Lacaria, Saverino Saladino, Francesco Saladino, Eugenio Conforti, Lucia Sibiano, Raffaele Bloise, Luigi Muraca, Gianpaolo Bevilacqua, Maria Teresa Fagà, Antonio La Chimia, Sergio Abramo, Carmine Aloisio, Mariangela De Grano, Francesco De Grano, Giuseppe Fragomeni, Antonio Michele Franco, Tommaso Loiero, Francesco Lucifero, Vincenzo Gianluca Morabito, Pasquale Maria Tripodi, Peppino Biamonte, Franco Nicola Cumino; Nicola Garagozzo; Pietro Macrì; Filippo Postorino; Mario Scardamaglia, Vincenza Bruno Bossio, Rinaldo Scopelliti. Gli abbreviati, che a questo punto sono diventati 38, avranno inizio il 15 gennaio, e proseguiranno secondo un calendario che prevede udienze anche il 18, 19 e 21 gennaio, dedicate alla requisitoria della Procura.

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