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Potenza e il ponte attrezzato, regalo di fine anno

Basilicata

L'annuncio poi raffreddato di una imminente apertura dell'opera di collegamento. E sull'inchiesta aperta il sindaco chiederà un incontro al procuratore

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POTENZA - La notizia era arrivata durante la conferenza stampa che raccontava dell’iniziativa destinata ad alleggerire le ristrettezze economiche della città, ingessata, per le casse non ricche, proprio sulla spesa corrente, sulla manutenzione quotidiana, trasporto pubblico compreso. Era stato l’assessore al Bilancio del comune, Federico Pace, a lasciarsi sfuggire, mentre i consiglieri regionali dettagliavano l’emendamento presentato alla finanziaria lucana per Potenza capoluogo, quell’imminente apertura del ponte attrezzato, il collegamento meccanizzato che porta dal centro storico fino alla periferia e viceversa. Poche ore dopo però, l’annuncio del sindaco Santarsiero si fa più prudente: troppo presto forse, annunciare con certezza che per il 29 dicembre la struttura sarà pronta al taglio del nastro. L’inaugurazione rimane prossima, ma non sicura, non ancora. La smentita precisa che non è stata fissata ancora nessuna data per l’apertura che resta «prossima, ma si stanno ancora definendo le ultime questioni amministrative e logistiche». Il “disguido” si fa notare, ma poi è lo stesso sindaco che “smonta” il piccolo mistero cittadino. In fondo l’assessore Pace aveva solo richiamato una delle date che si erano ipotizzate. Non è detto, così, che alla fine non sia quella definitiva, come è possibile - stando agli auspici - che potrebbe pure arrivare prima. Potenza avrà il suo regalo di fine d’anno, o davvero poco oltre. Era stato l’assessore alla Viabilità, Pietro Campagna, a spiegare, alcune settimane fa, che l’ultimo controllo dll’Ustif (gli uffici del ministero dedicati al collaudo di impianti di questo tipo) non aveva lasciato questioni in sospeso, almeno dal punto di vista tecnico sulla struttura. Restano da definire alcuni dettagli: e forse proprio grazie a quel finanziamento regionale chiesto con l’emendamento presentato a viale Verrastro, potrebbero facilitarsi le certezze sull’apertura. Quei soldi, in fondo, contribuirebbero alla gestione della struttura (pochi giorni fa in consiglio comunale l’assessore alla Viabilità, Pietro Campagna, aveva indicato in 115 mila euro al mese la cifra necessaria. L’opera, lunga 600 metri, conta 26 rampe di scale mobili). In attesa che il capitolo sull’apertura possa trovare conclusione definitiva, il ponte attrezzato resta l’infrastruttura che, sulla città, mette insieme diverse questioni. A partire proprio dal modo in cui, in tema di viabilità e sostenibilità, il capoluogo dovrà affrontare il suo ruolo sovra-comunale, di città metropolitana. Potenza e il suo hinterland. La struttura (che in città, almeno a livello progettuale, è nata oltre vent’anni fa) è parte integrante del Pum (piano urbano della mobilità) ed è lo snodo con cui si dovrebbe risolvere almeno il disagio del passaggio degli autobus extraurbani nell’abitato. Ma come convogliare i flussi di quanti, anche dal comprensorio, scelgono l’opzione del trasporto meccanizzato? I parcheggi sono da poche settimane solo un cantiere aperto. E come convincere i residenti che quell’opera che hanno visto crescere ha un “senso” anche ora che non è più “attrezzata” dai negozi? Il progetto negli anni si è modificato un bel po’. Ecco allora che il ponte attrezzato è solo un pezzo di un sistema complesso che dovrà vivere di navette, pullman, autobus cittadini, sui treni e parcheggi. Solo la convenienza reale potrà abituare il cittadino, quanto meno convincerlo, che lasciare a casa l’auto privata non è poi male. E magari Potenza sarà davvero metropolitana, città moderna ed europea, pure con i disagi tipici del Mezzogiorno. Fin qui le attese. Perchè sulla struttura pende ancora un’inchiesta della Procura di Potenza (coordinata dal magistrato Anna Gloria Piccininni) su presunte irregolarità nell’edificazione a causa di una scarsa qualità di materiale utilizzato (mentre si è definitivamente chiusa l’inchiesta aperta dalla Corte dei conti su un presunto danno erariale contestato ad alcuni amministratori dei primi anni ‘90 per la veloce ratifica del progetto). Così a pochi giorni dall’apertura, sarà utile fugare ogni dubbio. E pare che sarà il sindaco Santarsiero a chiedere presto un incontro al procuratore sulla vicenda. La città, in fondo, ha il diritto di sapere.

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