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Agricoltura, chiesto lo stato di crisi

Basilicata

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di ROSSELLA MONTEMURRO
LA richiesta al Governo di istituire un tavolo in cui si discuta seriamente della dichiarazione dello stato di crisi è stata inoltrata ieri mattina a Roma da Gianni Fabbris portavoce del coordinamento dei Comitati regionali di lotta degli agricoltori. Circa trecento persone hanno raggiunto la capitale per l'incontro che si è svolto al Ministero dell'Agricoltura alla presenza del capo di gabinetto del Ministro. Oltre ad una delegazione composta da diversi rappresentanti dei comitati degli agricoltori, erano presenti alcuni sindaci e l'assessore provinciale all'Agricoltura di Matera Pino Dalessandro,
«Il Governo ha sottolineato i provvedimenti che ha fatto sulla Finanziaria rivendicando che c'è oltre un miliardo e cento milioni spalmato nei prossimi tre anni su alcune misure che riguardano l'agricoltura. - ha detto Fabbris - Abbiamo risposto che sono misure importanti, il frutto evidentemente della mobilitazione in atto ma non corrispondono a quanto stiamo chiedendo: misure che vengano incontro alla crisi. Stiamo chiedendo la moratoria degli atti esecutivi, la sospensione di una serie di pagamenti, la riapertura della questione dei debiti Inps. Per il Governo, misure di questo tipo hanno la caratteristica di incorrere nella mannaia della legislazione comunitaria contro gli aiuti di Stato e quindi le ritiene non applicabili. Abbiamo invece sottolineato come non solo devono essere applicate ma è assolutamente urgente farlo, è urgente aprire con l'Unione Europea una procedura che ci permetta di chiedere la deroga perché la situazione dell'agricoltura italiana è gravissima».
Ieri è stata anche inoltrata una richiesta al presidente della commissione agricoltura del senato affinché convochi un incontro urgente, prima di Natale, con quanti stanno sostenendo lo stato di crisi: «Andremo avanti», ha affermato Fabbris.
Oggi ci sarà un'assemblea ocn gli agricoltori e probabilmente il presidio di Rotondella (da lunedì gli agricoltori sono in presidio dinanzi i cancelli del Centro Ricerche “Enea” alla Trisaia di Rotondella e sul tratto prospiciente della Statale 106 Jonica che da quattro corsie è passata a due) sarà smantellato: «Usiamo i presidi per portare a casa dei risultati. Quello che abbiamo ottenuto oggi non è un risultato ma un passo avanti. La mobilitazione continuerà in diverse zone ma non in quelle forme».

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