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Potenza calcio, sequestrate le quote societarie

Basilicata

Nelle prime ore della mattinata di ieri l'operazione dei Carabinieri che hanno dato esecuzione all'ultima parte dell'ordinanza emessa dal gip Pavese. E adesso, per i rossoblu, quali prospettive?

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di ALFONSO PECORARO
POTENZA - Alla fine è stata data attuazione alla parte dell'ordinanza ancora non eseguita. Ossia, il sequestro preventivo delle quote societarie del Potenza Sport Club. Gli accertamenti fiscali e societari sono stati effettuati dai finanzieri del Gico di Potenza. Mentre i carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal capitano Antonio Milone, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip Rocco Pavese, che aveva già accolto la richiesta della Procura Distrettuale antimafia e del pm Francesco Basentini.
Nulla di strano rispetto alla tempistica attuata, dal momento che è stata data priorità all'esecuzione delle misure di custodia cautelare a carico delle persone e poi anche a quelle di carattere reale (attinenti quindi alle cose).
Le quote societarie del Potenza Sport Club e quelle della Calpel, società proprietaria del club calcistico, quindi, subiscono un sequestro preventivo da parte della magistratura per il pericolo che la loro libera disponibilità possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati.
Emerge quindi evidente la necessità di stoppare qualsiasi tipo di attività concernente il Potenza, ma soprattutto un eventuale cambio di proprietà, dal momento che gli inquirenti ritengono che la società di calcio sia strumentale al quadro degli illeciti contestati a Postiglione e quindi sia pertinente al reato. I Carabinieri hanno contestualmente spiegato che entrambe le società facevano direttamente riferimento a Postiglione che le gestiva di fatto attraverso Giacomo Minici, suo uomo di fiducia, e, allo stato degli atti delle visure camerali, proprietario del 95% della Calpel (il restante 5% era di Postiglione).
Al sequestro preventivo, i legali del Potenza, di cui lo ricordiamo Postiglione era amministratore delegato, possono proporre ricorso al Tribunale del Riesame, ma in attesa della decisione il sequestro permane.
Per spiegare ancora meglio la vicenda potremo dire che il valore della società passa nella disposizione della magistratura e che qualsiasi attività andrà valutata direttamente dal giudice o chiesta a lui. Viene in questo modo scongiurato qualsiasi tentativo di cessione delle quote o di passaggi di proprietà se non espressamente autorizzate dalla magistratura. Fattispecie, questa del sequestro, che non ha una scadenza temporale, ma che segue di pari passi l'evoluzione delle indagini.
E sotto questo punto di vista i carabinieri coordinati dal capitano Milone stanno cercando di dimostrare che per il tramite di società direttamente riconducibili a Postiglione attraverso suoi prestanome sono stati commessi reati. “Agli atti è dimostrato - dice il capitano Milone - come anche dalle dichiarazioni dei redditi del Minici e di Postiglione non siano state denunciate cifre rilevanti rispetto alla proprietà delle citate società”. Allo stato attuale comunque, rispetto alla gestione ordinaria del Potenza, non cambia nulla. E' lo stesso direttore generale Vittorio Galigani che lo spiega, dal momento che l'amministratore unico del Potenza Sport Club Donato Arcieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni di nessuna specie. “Andiamo avanti per la nostra strada, cercando di salvare la squadra e la società. La nostra sarà esclusivamente una gestione ordinaria di introiti e di spese per chiudere questa stagione”.
PROSPETTIVE FUTURE
A questo punto c'è una sorta di pacata rassegnazione, alla luce di questo evento prevedibile, ma anche rispetto all'ennesimo tentativo andato a vuoto nella giornata di mercoledì di poter parlare concretamente di una apertura di trattativa. L'imprenditore friulano Visentin non ha dato segnali, né in un senso né nell'altro. Adesso è realistico credere che almeno fino al termine della stagione non cambierà nulla. Se questo Potenza, stando almeno alle promesse fatte da Galigani e Arcieri, dovesse avere bisogno di aiuto, loro lo chiederanno ufficialmente alla città e toccherà alla città rispondere.
Quantomeno per fronteggiare le più immediate esigenze. Fino a quando questo non accadrà si andrà avanti come oggi e sarà lecito credere che il Potenza potrà autofinanziarsi almeno fino a giugno. Però la situazione, oggettivamente, non potrà durare in eterno, e ferme restando tutte le incognite relative anche alle pendenze sportive, sembra proprio che il provvedimento di ieri mattina sia il prologo di una veloce sparizione del Potenza.

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